Sanità/ In costante aumento le persone con invalidità riconosciuta in Umbria
PERUGIA - Sono in costante aumento, in Umbria, le persone con invalidita' riconosciuta: nel 2004 costituivano il 4,5% della popolazione, nel 2010 sono salite al 6,7% e nel 2020 si prevede un ulteriore aumento fino al 7,9%, secondo il Censis. I numeri - riferisce una nota della Usl Umbria 1 - spiegano perche', a quattro anni dalla sua inaugurazione presso il centro servizi Grocco di Perugia, il centro ausili della Usl Umbria 1 ha incrementato l'attivita' di valutazione funzionale ed ambientale nonche' quella di consulenza rivolta alle persone con gravi disabilita' motorie e sensoriali.
"In particolare - ha spiegato il direttore generale, Giuseppe Legato - nel 2014 abbiamo potenziato l'equipe con l'assunzione di un fisioterapista a tempo pieno e con un sensibile aumento delle ore di consulenza del "Coat" (centro ausili tecnologici) di Trevi, con cui abbiamo rinnovato la convenzione".
In questi quattro anni nell'area sud dell'azienda (Perugia, Assisi, Media Valle del evere,Trasimeno) sono stati seguiti piu' di 545 disabili (dato al 30 novembre 2014) ad alta complessita' assistenziale o riabilitativa, in stretta sinergia con i servizi di riabilitazione e gli uffici di assistenza protesica
distrettuale e i servizi di riabilitazione per l'eta' evolutiva.
Nel 2013 sono stati seguiti 130 utenti (22 in piu' rispetto al 2012) con disabilita' complesse quali Sla, sclerosi multipla, gravi cerebrolesioni, tetraplegia e paraplegia, e altre 30 persone con disabilita' sensoriale (sordi e ciechi).
Il centro fornisce soprattutto ausili tecnologici per la comunicazione e l'apprendimento, montascale mobile per il superamento delle barriere architettoniche, ausili per l'autonomia in casa, carrozzine elettroniche o manuali superleggere, ma anche sistemi di postura, scooter, seggioloni polifunzionali, standing per la stazione eretta.
"Scegliere un ausilio, personalizzarlo, addestrare il soggetto al suo utilizzo, fare un 'follow-up' di verifica sulla soddisfazione dell'utente rispetto alla qualita' dell'ausilio e al suo reale uso - spiegano. nella nota, Rocco di Matteo e Michela Lorenzini, responsabili del centro ausili - e' un compito
interdisciplinare che richiede operatori preparati, valutazioni cliniche e funzionali, psicologiche e sociali. E inoltre, implica la partecipazione attiva dell'utente e della sua famiglia nel contesto di vita reale. L'ausilio non e' un tributo che la societa' paga al cittadino perche' non riesce a guarire dalla sua disabilita' ma e' un investimento. E' un diritto della persona ma anche un'opportunita' per la sua vita, un bene prezioso. Per questo occorre prescriverlo e attribuirlo con competenza e con appropriatezza".

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