La comunicazione numero 15513 da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è di quelle da incubo: aggiornate la carta di circolazione altrimenti arrivano multe da 705 euro. L’obbligo vale da oggi. E tutti a prendere d’assalto agenzie di pratiche auto, la Motorizzazione, le Prefetture. Chi deve aggiornare? Tutti, ma proprio tutti i cittadini? Oppure solo alcuni, cioè quelli che guidano l’autovettura in questione, ma che non risultano proprietari elencati nel libretto di circolazione?

La circolare, per chi non si fosse preso il tempo di leggerla, dice che c’è l’obbligo da parte degli «automobilisti ad aggiornare la patente e il libretto di circolazione che dovranno risultare con lo stesso nominativo di chi usufruisce del veicolo in questione». Per effettuare la registrazione ci si dovrà recare alla Motorizzazione e scrivere sul libretto di circolazione il nominativo di chi usufruisce in maniera continuativa il veicolo di appartenenza ad un’altra persona per un periodo che va oltre un mese. Orbene, se l’auto la prende mia moglie perché la sua è dal meccanico e la usa per una settimana, non v’è vincolo di aggiornamento. Sussiste, invece, per chi guida un’auto aziendale per mesi, se non quando anni.

Il panico si diffonde quando la circolare dice che «tutti i soggetti che non si presteranno ad aggiornare il libretto di circolazione saranno perseguibili con una sanzione di 705 euro e in aggiunta vi sarà la requisizione della carta di circolazione in questione». Sono sollevati da questo obbligo «tutti coloro che usufruiscono già da qualche tempo di un veicolo non intestato a loro oppure che dispongono di una proprietà non rinnovata precedentemente il giorno a decorrere della nuova legge oppure quei profili che utilizzano i veicoli appartenenti allo stesso nucleo familiare che risultano residenti nel medesimo indirizzo». Cioè figli e nipoti potranno continuare a guidare tranquillamente le auto di genitori, fratelli e nonni, poiché sarà impossibile determinare il momento in cui il guidatore ha ottenuto in dotazione il veicolo. Perché non esistono infatti documenti che attestino l’avvenuto “passaggio” di utilizzo tra un famigliare e l’altro: diventa, insomma, del tutto improbabile incorrere in una sanzione, dal momento che non si può risalire ai 30 giorni fatidici.

Cosa vuol dire? Tradotto in altri termini significa che i soggetti maggiormente presi di mira «sono coloro che utilizzano i veicoli delle società e questo nuovo provvedimento vedrà interessati motoveicoli, autoveicoli e rimorchi». Mentre per le auto aziendali è possibile presentare una domanda cumulativa (attraverso il solo modello TT2120) pagando un’unica imposta di bollo da 16 euro. I libretti di circolazione, però, andranno aggiornati separatamente e si dovrà versare la somma di 9 euro per ogni carta di circolazione registrata.

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