PERUGIA - Sono arrivati otto milioni e mezzo all'Umbria dal Governo Renzi, con il piano 2014 per l'edilizia scolastica, per interventi in 87 edifici scolastici: questa cifra si va ad aggiungere agli altre 32 milioni che la Regione ha speso nel settore dal 2010 ad oggi per 300 interventi, come ha ricordato stamani in una conferenza stamani la vicepresidente della giunta regionale, Carla Casciari. Insieme a lei, per riferire sullo stato di attuazione degli interventi antisismici nelle scuole umbre, l'assessore regionale alle opere pubbliche, Stefano Vinti, che nei confronti delle scelte dell'Esecutivo nazionale su questo versante ha usato toni molto polemici, sottolineando che "all'Umbria sono arrivate le briciole". Casciari ha da parte sua fatto presente che "le Regioni hanno ancora la delega in materia di edilizia scolastica, ma il piano del Governo ha come interlocutori diretti i sindaci e le province.

Una scelta, questa - ha fatto notare Casciari - che potrebbe causare problemi ai comuni piu' piccoli nella gestione di somme importanti, a fronte di una macchina regionale abituata a gestire, anche nel modo meno costoso possibile, questo tipo di interventi". La situazione delle scuole umbre dal punto di vista edilizio "e' comunque sicuramente sopra la media nazionale per molti punti di vista, a partire dall'abbattimento delle barriere architettoniche e dalla riduzione dei consumi energetici", ha voluto ribadire Casciari, ricordando che gli edifici che ospitano scolaresche sono in tutto 900, di cui 676 in provincia di Perugia e 224 in provincia di Terni.

"Il Governo Renzi nella distribuzione delle risorse per il piano di edilizia scolastica ha trattato malissimo l'Umbria, ha mandato solo briciole", ha attaccato l'assessore Vinti, convinto che "la scelta di marginalizzare il ruolo delle Regioni nasconda un intento neo-centralista da parte del premier". "Su un totale di fondi di un miliardo e 400 milioni di euro che il piano mette a disposizione a livello nazionale - ha fatto rilevare Vinti - all'Umbria, che e' regione riconosciuta come altamente sismica, sono stati destinati soltanto otto milioni e mezzo di euro: meno, molto meno, di quella percentuale dell'1,6 per cento che la nostra Regione riceve tradizionalmente quando si ripartiscono risorse nazionali in altri settori".

L'assessorato regionale - ha spiegato Vinti - compie delle verifiche per poi, eventualmente, disporre interventi di miglioramento o adeguamento degli edifici scolastici. Delle 800 scuole pubbliche attive, circa 300 non necessitano di verifica antisismica. Delle altre 500, 270 sono state gia' verificate: per le altre 230 da verificare, "servirebbero due milioni e mezzo di euro, che non abbiamo, senza considerare la stima della regione, che per il miglioramento e l'adeguamento sismico delle scuole umbre occorrerebbero 150 milioni di euro", ha detto Vinti, rivendicando "il diritto di mettere in sicurezza le scuole non soltando dell'Umbria ma di tutto il resto del Paese".
 

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