Roberto Ciccarelli

 

Anche Con­f­com­mer­cio rien­tra nel gruppo dei «gufi e dei rosi­coni» per usare la scin­til­lante ter­mi­no­lo­gia del pre­si­dente del Con­si­glio Mat­teo Renzi.

Per l’organizzazione diretta da Carlo San­galli, l’effetto sui con­sumi del bonus Irpef da 80 euro è «quasi invi­si­bile». Lo ha rile­vato l’indicatore dei con­sumi (Icc) appron­tato da Con­f­com­mer­cio: la cre­scita dei con­sumi delle fami­glie a giu­gno 2014 (cioè dopo il capo­la­voro elet­to­rale di Renzi) è stata appena dello 0,1% in più rispetto al mese pre­ce­dente e dello 0,4% rispetto allo stesso mese del 2013.

«Il bonus di 80 euro anche se ha mosso qual­cosa non è riu­scito a pro­vo­care uno shock sui con­sumi e a sta­bi­liz­zare la fidu­cia scon­fig­gendo l’incertezza» ha con­fer­mato San­galli che ha cri­ti­cato seve­ra­mente l’esclusione dei «lavo­ra­tori indi­pen­denti» dal bene­fi­cio ero­gato dal governo ai soli dipen­denti con red­dito annuo tra gli 8 e i 26 mila euro. Per San­galli, il bonus è stato per­ce­pito dagli ita­liani come una «misura epi­so­dica» [cioè non ha coper­tura strut­tu­rale per il 2015, ndr.]: «biso­gna fare molto di più». Il giu­di­zio di Con­f­com­mer­cio sul qua­dro eco­no­mico com­ples­sivo è tom­bale: «Si con­ferma il per­ma­nere di un qua­dro eco­no­mico privo di una pre­cisa dire­zione di mar­cia, situa­zione che, dopo un lungo ed ecce­zio­nale periodo reces­sivo, non può non pre­oc­cu­pare molto».

«A quelli che dicono che gli 80 euro non sono ser­viti a niente – ha rispo­sto Renzi — ricordo che ci sono 11 milioni di ita­liani che la pen­sano diver­sa­mente e sono quelli che hanno rice­vuto un pic­colo aiuto per andare avanti, poi cer­che­remo di fare di più e meglio». Le pre­oc­cu­pa­zioni sol­le­vate, da ultima, anche da Con­f­com­mer­cio non rien­trano appa­ren­te­mente nel campo visivo di Renzi.

Quest’ultimo ha l’aria di com­pren­derle, ma le liquida come uno stormo di gufi che oscura un oriz­zonte squar­ciato dalle riforme costi­tu­zio­nali: «I dati eco­no­mici sono alcuni posi­tivi e altri nega­tivi – ha detto — Vanno letti per quello che sono». Cam­mi­nando tra palazzo Chigi e la gal­le­ria Colonna, ieri il pre­si­dente del Con­si­glio ha sfog­giato un nuovo vestito, quello del mete­reo­logo che ana­lizza cicloni e anti​ci​cloni​.La «ripresa è come l’estate, prima o poi arriva» ha rispo­sto a San­galli. E poi l’invito agli ita­liani a «fare le vacanze e a farle in tran­quil­lità». La situa­zione dell’Italia, ha ammesso, «ancora non è quella che ci aspet­ta­vamo. È un pò come l’estate: non è che è arri­vata quando vole­vamo, magari non è bella come vole­vamo, arriva un pò in ritardo ma arriva».

Se la cre­scita è una que­stione atmo­sfe­rica, la bella sta­gione non arri­verà alla fine del 2014, come è stato fatto cre­dere fino a tre mesi fa. In attesa delle stime Istat di oggi (pre­vi­sta una «cre­scita» com­presa nella for­bice tra –0,1% e +0,1%), gli oro­logi sono stati spo­stati all’anno prossimo.

«Se con­ti­nua così, rischia di com­pro­met­tere le pro­spet­tive di cre­scita del 2015 — ha avver­tito il «gufo» San­galli — Per fare final­mente del 2015 l’anno della ripar­tenza biso­gna abbat­tare la pres­sione fiscale uti­liz­zando le risorse deri­vanti dal taglio della spesa pub­blica impro­dut­tiva e dal con­tra­sto all’evasione e all’elusione fiscale». A parte que­ste ultime ipo­tesi di scuola, è la stessa ricetta che sta bloc­cando il governo Renzi ed è stata boc­ciata dallo zar della spen­ding review Cot­ta­relli per il quale non si può tagliare la spesa finan­ziando i debiti del futuro.

Nel det­ta­glio, secondo Con­f­com­mer­cio a giu­gno 2014 sono state regi­strate varia­zioni posi­tive nelle spese in beni e ser­vizi per le comu­ni­ca­zioni (+3,8%) gra­zie all’acquisto di beni e ser­vizi ricrea­tivi (+1,3%), per gli alber­ghi, pasti e con­su­ma­zioni fuori casa (+1,1%), alber­ghi. Una cre­scita più con­te­nuta per i beni e ser­vizi per la cura della per­sona (+0,8%) e per gli ali­men­tari, bevande e tabac­chi (+0,5%). Una ridu­zione signi­fi­ca­tiva ha inte­res­sato i beni ed i ser­vizi per la mobi­lità (-1,1%) a dimo­stra­zione di un forte calo della ven­dita di car­bu­ranti, ma anche di un anda­mento nega­tivo delle ven­dite di auto e moto­ci­cli a privati.

Per Col­di­retti, che ha ana­liz­zato i con­sumi delle fami­glie sulla base dei valori con­ca­te­nati dell’Istat, «i con­sumi ali­men­tari hanno toc­cato il fondo nel 2014 e sono tor­nati indie­tro di oltre 33 anni sui livelli minimi del 1981».

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