Incidente a Fabro, i sindacati: “basta con le morti sul lavoro”
Stamattina presso la Stazione di Fabro (Tr) un giovane ferroviere è stato tragicamente travolto da unalla stazione di Fabroa scarica elettrica che gli ha fatto perdere la vita. E’ chiaro che vanno accertate tutte le dinamiche di questo drammatico ennesimo incidente sul lavoro. Nel frattempo però Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, insieme alle categorie regionali Filt, Fit e Uilt, ribadiscono che è del tutto inaccettabile che si possa perdere la vita sul posto di lavoro.
Questo vale in ogni luogo di lavoro, ma ancora di più in un’azienda come RFI, del gruppo delle Ferrovie dello Stato.
E’ evidente che nella crisi che continua si stanno abbassando i livelli di sicurezza. La tragedia di Fabro ne è l’ennesima dimostrazione. Tutto ciò è inaccettabile.
Invitiamo tutte le Istituzioni, a partire dal Governo, ad innalzare i livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro e ad operare sulla prevenzione.
E’ una battaglia di civiltà fondamentale alla quale l’Umbria non si sottrarrà.
Nello stringerci attorno alla famiglia del ferroviere ucciso sul lavoro, svilupperemo tutte le iniziative tese a ricreare giustizia e verità sulla gravissima tragedia avvenuta.
Cgil – Cisl – Uil – Filt – Fit – Uilt Umbria
Rocchi (Filt), problema gravissimo. Da RFI ora atti concreti - Sul grave incidente del lavoro accaduto alla stazione di Fabro c'è da segnalare anche una dichiarazione rilasciata dal segretario nazionale della Filt Cgil, Alessandro Rocchi.
“La drammatica successione, negli ultimi mesi, di incidenti mortali nella manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria rappresenta ormai un problema gravissimo che RFI non sembra ancora affrontare con iniziative appropriate ed efficaci” ha affermato il dirigente sindacale, esprimendo “profondo e sentito cordoglio” alla famiglia.
Secondo Rocchi “è urgente e necessario che RFI ponga finalmente in essere atti concreti che stronchino questa tragica sequenza di morti sul lavoro che hanno colpito sia lavoratori dipendenti propri sia lavoratori dipendenti di imprese appaltatrici, a dimostrazione - sottolinea infine Rocchi - evidentemente a prescindere dalle specifiche dinamiche che saranno ricostruite dall’Autorità Giudiziaria, di lacune e carenze organizzative ed operative, in termini di sicurezza del lavoro, nel sistema degli interventi manutentivi pianificati da RFI”.




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