Festival Due Mondi/ Applausi per il 'Sogno' di Tim Robbins a Spoleto
(Di Maurizio Giammusso) (Ansa) SPOLETO - Giunto al secondo week end della sua lunga maratona di spettacoli, il cinquantasettesimo Festival dei due mondi di Spoleto fa il pieno di teatro d'avanguardia. Oggi va in scena l'atteso ''Peter Pan'' firmato dal guru del teatro internazionale, Bob Wilson. Ieri sera e' stato applaudito l'originale ''Sogno di una notte di mezza estate'' diretto da Tim Robbins: spettacolo che ci presenta per la volta in Italia il talento multiforme di questo attore, regista, produttore, classe 1958, gia' premiato con l'Oscar come non protagonista (nel film ''Mystic river'' di Clint Eastwood) ma soprattutto noto in patria per spettacoli innovativi e politicamente impegnati, nati con la agguerrita compagnia Actors' gang, la stessa in scena a Spoleto con i suoi quattordici versatili attori.
La curiosita' del pubblico e gli applausi alla prima hanno premiato gli interpreti che - invece di scegliere uno degli spettacoli ''politici'' (come il pluripremiato ''Embedded'' sulla guerra in Iran) hanno scelto la commedia di Shakespeare piu' nota e fantasiosa, piu' divertente e sorprendente: ''Il sogno di una notte di mezza estate''.
La commedia presenta tre storie intrecciate e, collegate tra loro dalla celebrazione del matrimonio tra Teseo, duca di Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni. Due giovani ateniesi, Lisandro e Demetrio, sono entrambi innamorati della stessa donna, Ermia; quest'ultima ama Lisandro, mentre la sua amica Elena e' innamorata di Demetrio. Ma il padre di Ermia, Egeo, impone alla figlia di sposare Demetrio. Allora lei fugge con Lisandro nei boschi, seguita da Elena e Demetrio, ma i quattro si perdono nel buio e nelle loro schermaglie amorose..... E qui siamo appena all'inizio di una girandola di corteggiamenti e di errori di persone, di attese e di ripulse, un gomitolo di sorprese che fanno capire quanto sia pazzo, pazzo e pazzo il
mondo degli innamorati di ogni rango e di ogni fantasia.
Ogni regista che ami le favole ha desiderato di confrontarsi con questo testo. La memoria dello spettatore assiduo va alla messa in scena storica creata da Peter Brook quaranta anni fa; o alla divertente parodia messa in piedi dal nostro Carlo Cecchi. Per questo lo spettacolo di Robbins seduce ma non incanta completamente. Gli attori tuttavia sono bravissimi, con un gesto o una ramoscello costruiscono l'illusione di una realta' fiabesca, e mentre la scena resta vuota basta un nulla per far diventare il palcoscenico un bosco incantato. Gesto e voce sono padroneggiati sapientemente e con gli spettatori sembrano divertirsi gli attori e i musicisti in scena.




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