PERUGIA - “Abbiamo svolto nel nostro percorso congressuale 1070 assemblee nei luoghi di lavoro su tutto il territorio regionale, non esiste un'altra forza sociale che riesca ad attivare un simile livello di partecipazione”. Così il segretario generale della Cgil dell'Umbria, Mario Bravi, nel suo intervento al congresso provinciale della Cgil di Perugia, in corso di svolgimento presso l'hotel Giò di Perugia.

 

Bravi ha anche commentato i provvedimenti annunciati ieri, 12 marzo, dal presidente del consiglio Renzi: “Le misure illustrate dal premier, che dovranno ora trasformarsi in atti concreti – ha detto Bravi – contengono due elementi importanti, che sono stati al centro della rivendicazione della Cgil negli ultimi anni, ovvero la restituzione di reddito ai lavoratori e la lotta alle diseguaglianze, attraverso la tassazione delle rendite finanziarie”. Su questi provvedimenti, ha affermato il segretario regionale, la Cgil non può che essere soddisfatta per la realizzazione delle sue rivendicazioni, a lungo inascoltate. Detto questo, ha aggiunto Bravi, “non si può dire certo che vada tutto bene”. Per il sindacato infatti i provvedimenti in materia di lavoro a termine, di apprendistato e la mancata inclusione delle pensionate e dei pensionati tra i beneficiari degli sgravi fiscali, sono lacune importanti, che dovranno essere colmate dal Governo.

 

Sul livello regionale invece, Bravi ha rilanciato la necessità di riaprire il confronto, che latita, con la Regione, da ormai 3 mesi. “La nostra 'Vertenza Umbria' è basata su alcuni elementi fondamentali: difendere il valore dell'industria in Umbria, partendo dalla martoriata fascia appenninica e dando soluzione alle tante vertenze aperte sul territorio. Poi – ha proseguito – ci sono le riforme da portare avanti con maggiore forza. Centrale anche la questione della non autosufficienza, sulla quale gli impegni presi dalla Regione restano al momento solo sulla carta”. Bravi ha poi sottolineato l'importanza della partita sui fondi europei per i prossimi 6 anni, che dovrebbero portare in Umbria risorse per oltre un miliardo di euro: “Visto che si tratta di uno dei pochi cespiti di risorse ancora disponibili, non possiamo permetterci di ripetere l'esperienza dei sei anni passati, con una distribuzione a pioggia delle risorse, voluta da Confindustria e dalle altre associazioni delle imprese”.

 

Su questi temi la Cgil rilancerà il confronto, ma se non dovessero arrivare le risposte attese “siamo pronto – ha detto ancora Bravi – a mettere in atto tutte le iniziative necessarie a tutelare gli interessi del mondo del lavoro e di pensionate e pensionati”.

 

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