Istat conferma che è stato l’anno orribile del lavoro per Italia e per l'Umbria
PERUGIA - Anche l’ultimissimo rapporto Istat sull’andamento del lavoro (IV trim 2013) conferma che l’anno appena trascorso è stato un anno drammatico sul versante del lavoro.
Infatti, mentre in Italia si sono persi in 12 mesi 478.000 posti di lavoro, e ben 1 milione dal 2008, l’Umbria ha visto sparire oltre 25.000 posti di lavoro nell’arco lunghissimo di questa crisi. L’Istat, nel fotografare la situazione nella nostra regione, ci dice che di fronte a 360.000 occupati, di cui 12.000 nell’agricoltura, 102.000 nell’industria, 245.000 nei servizi pubblici e privati, il tasso di attività è pari al 68,8%, il tasso di occupazione al 61,3%, il tasso di disoccupazione al 10,8%.
Questo testimonia la gravità della situazione occupazionale che attraversa anche la regione dell’Umbria, perché, come osservato anche nel recente rapporto Ires Cgil, un tasso di disoccupazione al 10,8% (che corrisponde a 43.000 persone in cerca di occupazione in Umbria), sommato al dato sui cassaintegrati, salirebbe al 12,4% e, infine, tenendo anche conto degli inattivi in cerca di occupazione, saremmo di fronte a 67.000 persone (15,8%) che in Umbria rientrano nell'area del non lavoro.
E’ un dato drammatico che nel 2014 rischia di rivelarsi ancora più pesante di fronte ad una assenza o ad una riduzione degli ammortizzatori sociali. Ricordiamo che in Umbria solo per quanto riguarda la Cig in deroga occorrerebbero 42 milioni di euro, a fronte di uno stanziamento certo che supera di poco i 7 milioni. Il nuovo Governo sta promettendo interventi concreti. Auspichiamo che si passi dalle parole e dai titoli ai fatti.
Come Cgil siamo sempre più convinti che occorra un confronto vero e soprattutto un piano del lavoro che si occupi di creare nuove occasioni di buona occupazione. Consideriamo sbagliato iniziare un’altra volta dall’intervento sulle regole. Occorre invece cambiare profondamente le politiche economiche e sociali, sconfiggendo il rigore a senso unico e l'austerità.
Su questo attendiamo risposte decise in Italia e in Umbria, perché l’unica strada possibile e utile è quella di realizzare un vero Piano del Lavoro.
Il Segretario Generale CGIL Umbria Mario Bravi




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