Prc Umbria: "Sulla Perugina la Regione batta un colpo"
La decisione della Nestlé di applicare la cassa integrazione ordinaria per 867 dipendenti della Perugina rappresenta un atto di assoluta gravità; ancora una volta la multinazionale scarica i costi della crisi sui lavoratori, senza impegnarsi in un piano industriale di rilancio delle produzioni dello stabilimento di San Sisto e compromettendo la sua stessa tenuta.
Esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori, ancora una volta vittime dell'unilateralismo delle multinazionali presenti in Umbria e dell'assenza, a tutti i livelli istituzionali, di politiche in grado di radicare le attività produttive al territorio e di contrastare, come sempre più spesso è necessario fare, delocalizzazioni e dismissioni produttive.
Da tempi non sospetti Rifondazione Comunista chiede l'apertura del confronto sulle prospettive industriali ed occupazionali nella nostra Regione, dove da anni si consuma un'emorragia di produzioni e di posti di lavoro che rischia di determinare, se incontrastata, il definitivo decadimento del tessuto economico regionale; demandare al mercato, come fatto finora, la soluzione delle crisi che esso stesso produce, rinunciando a riconoscere la necessità di strumenti di piano per vincolare le aziende al territorio e difendere il lavoro, è una scelta incompatibile con gli interessi della popolazione e lesiva degli stessi principi costituzionali.
L'attivazione del tavolo istituzionale regionale sulla vicenda della Perugina, il cui obiettivo non può che essere quello di far retrocedere l'azienda dalle proprie decisioni in merito al ricorso alla cassa integrazione e di definire un piano industriale per il sito di San Sisto, è quindi un impegno che non può più essere rimandato; la Regione, dopo anni di indugi, è chiamata a svolgere il proprio ruolo.
Luciano Della Vecchia
Segretario PRC Umbria
Damiano Stufara
Presidente Gruppo PRC
Consiglio regionale dell'Umbria




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