PERUGIA - "Mettere in cassa integrazione una intera fabbrica e' una decisione che suscita allarme. Tanto piu' se la fabbrica si chiama Perugina. Agli 867 lavoratori interessati dalla decisione unilaterale dell'azienda e alle loro famiglie vanno la solidarieta' ed il sostegno della citta', a partire dalle istituzioni": e' quanto afferma il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, che oggi, sulle recenti vicende della Perugina, ha contattato per telefono i vertici dell'azienda ed ha incontrato i sindacati a Palazzo dei Priori.
 

"Dalle Rsu - e' detto in una nota del Comune - ha ascoltato la contrarieta' all'adozione di un ammortizzatore sociale come la cassa integrazione ordinaria ed anche le forti preoccupazioni, anche e soprattutto riguardo al futuro della fabbrica di San Sisto ed al ruolo che questa potra' avere all'interno del sistema produttivo Nestle'".
 

"Responsabilmente - ha detto Boccali al termine dell'incontro - i sindacati hanno indicato strade alternative, per esempio i contratti di solidarieta', e soprattutto chiedono che si parli di un piano industriale e di investimenti che rilancino la produzione. Sono posizioni ferme ma costruttive, in linea, del resto, con la storia sindacale della fabbrica. L'azienda ne tenga conto, perche' l'obiettivo e' prima di tutto tutelare il lavoro, ma in un contesto di sviluppo di un marchio che resta un simbolo forte del made in Italy, e che per Perugia rappresenta un pezzo importantissimo di storia, non solo industriale".
 

Il sindaco ha preso l'impegno di investire della questione Perugina anche la presidente della Regione. "Chiederemo – ha detto - che si riapra il tavolo delle trattative, e che in quella sede si discuta anche delle questioni strutturali e di prospettiva che preoccupano lavoratori e sindacati".

 

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