PERUGIA - La rappresentanza nella crisi è stato il tema trattato nel corso della conferenza stampa di Cgil, Cisl e Uil Umbria che si è tenuta oggi presso la Cisl regionale. Un accordo che, sottoscritto a livello nazionale dai sindacati con Confindustria, vuole trovare applicazione anche a livello regionale.

 

Con questo accordo la rappresentatività diviene misurata e certificata. “La legittimazione ad essere parti contrattuali – hanno spiegato Bravi, Sbarra e Bendini - risulta, con le nuove norme, da una verifica numerica derivante dalla ponderazione del dato associativo con quello elettorale delle Rsu. Con ricadute fondamentali in termini di trasparenza e democrazia”.

 

Con il superamento della “riserva del terzo”, che prima dell’accordo veniva riservato alla nomina di rappresentanti da parte di Cgil, Cisl e Uil, si passa ad un sistema di misurazione e certificazione della rappresentatività “E con esso –hanno spiegato- si vogliono valorizzare democrazia e rappresentanza nei luoghi di lavoro e tutelare l’accesso sindacale nelle imprese”.

 

L’accordo stabilisce anche i criteri di validazione dei contratti che devono essere approvati con almeno il “50% + 1” dei voti dei lavoratori per essere applicati erga omnes. “L’approvazione a maggioranza e l’esito vincolante per tutti – hanno spiegato i segretari - costituiscono un’innovazione di grande importanza per la credibilità del nostro sistema di relazioni industriali.In questo modo –hanno continuato-  si recupera un approccio sindacale trasparente ed efficace, che assume valenza politica e operativa”.

 

Per questo Cgil, Cisl e Uil, vista la situazione di grave crisi, con 170 vertenze aperte nella regione e con il venir meno anche delle risorse per gli ammortizzatori sociali, si rivolgono a Confindustria Umbria, attraverso una lettera aperta, con la quale intendono costruire un percorso comune a sostegno del lavoro, dei lavoratori e della contrattazione con le imprese.

 

“E’ tempo – hanno concluso Bravi, Sbarra e Bendini - che anche il mondo della produzione, a partire da quella industriale che rimane la più importante, accetti la sfida dell’impegno comune e del protagonismo per la creazione di buona occupazione. Anche in Umbria, come conseguenza degli importanti accordi nazionali sottoscritti, per la produttività e il lavoro prima e per la rappresentanza poi, il mondo della produzione si deve rendere disponibile a riaprire un positivo confronto, che oggi anche alla luce delle rinnovate cariche della rappresentanza associativa può trovare condizioni più favorevoli”.

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