TERNI - "Per noi i lavoratori da salvare sono 136, non si fanno sconti": ad affermarlo sono la Cgil di Terni e Flai Cgil dell'Umbria in merito alla vertenza Sangemini, con particolare riferimento ai 23 dipendenti del ramo Fruit, che rischierebbero di non essere riassorbiti dal gruppo Norda.
 

Secondo le due sigle sindacali, i 23 "stanno pagando il prezzo piu' alto, sia dal punto di vista economico che da quello sociale". "Nell'incontro di ieri in Confindustria - dicono i sindacati in una nota - si sono sentite parole che stridono con quanto affermato nei precedenti incontri in prefettura".

 

lavoratori, ricorda la Cgil, sono in attesa del pagamento della cassa integrazione da oltre nove mesi, "percio' e' necessario fare chiarezza sul percorso". Nel nuovo incontro previsto per il 19 febbraio, Cgil e Flai Cgil si aspettano quindi "una risposta chiara rispetto a quale percorso si dovra' condividere con Norda e con la Regione Umbria".

 

"In questo momento delicatissimo - conclude la nota - non sono permesse ambiguita' da parte di nessuno, non possiamo tollerare che ci siano vittime sacrificali proprio quando siamo a un passo da un possibile accordo, che tutte le parti in causa dovranno sottoscrivere".

 

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