"Alba", un antidoto contro l’oblio
di Stefano Vinti
PERUGIA - “Alba” è uno di quei racconti che cominci a leggere e tutto d’un fiato arrivi fino alla fine senza smettere. Un condensato di Storia e storia personale, di relazioni parentali e di amicizia, di amore per la propria città e per il prossimo. Tutto troppo grande per un ragazzino quindicenne, che si vede protagonista quasi inconsapevole di una vicenda più grande di lui.
Le belle pagine che ci scorrono velocemente davanti non possono che essere il racconto di fatti veri, tanto è semplice e ricco, piccolo ed immenso quel che accade, come sempre, come per tutti. Guido Perosino si ispira, infatti, ad una storia vera, la storia di un adolescente che diventa adulto attraversando un fiume con un carico d’armi. Un attraversamento che si fa metafora del passaggio all’età adulta, che si raggiunge solo a patto di riuscire ad attraversare acque incerte ed insidiose.
“Alba” è il nome in codice di una giovane staffetta che porta armi ai partigiani sulle montagne piemontesi poco prima del ’45.
In poche righe prende corpo una delle pagine più drammatiche ed insieme più grandi della nostra storia recente che, come spesso accade, possono essere misurate solo a distanza di generazioni.
Scorrevole, senza esitazioni, asciutto ed essenziale, ci commuove e ci fa riflettere. Ci invita a ricordare che nulla è scontato, che la libertà non è scontata, che si è conquistata con sangue e sudore, ma che non vale per sempre. Il ricordo, la memoria e la trasmissione della memoria alle giovani generazioni è la via per tenere a bada “cattive pulsioni”. La storia qualche volta fa brutti scherzi, un attimo e si torna al capolinea.
Un bel racconto, un antidoto contro l’oblio.




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