L'affresco dell'assassinio di Thomas Becket richiamagran numero turisti inglesi
Elio Clero Bertoldi
SPOLETO - É conosciuto più dagli stranieri, inglesi soprattutto, che dagli italiani l'affresco della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, nel centro storico spoletino, che avrebbe, tra l'altro, necessità di ulteriori restauri e, magari, della riapertura della cripta, ancora inaccessibile.
L'affresco rappresenta un episodio sconvolgente, avvenuto nel dicembre del 1170, nella cattedrale di Canterbury. Un luogo sacro macchiato col sangue di un vescovo da quattro cavalieri che avrebbero agito su mandato del re d'Inghilterra Enrico II o per aver frainteso le sue parole e i suoi sentimenti (la frase, forse apocrifa, sarebbe suonata così: "Chi mi libererà di questi preti turbolenti?").
Resta il fatto che il 29 dicembre gli assassini stroncarono, con le loro spade, la vita di Thomas Becket (1118-1170), già cancelliere dello stesso re che lo apprezzava e stimava e che addirittura lo aveva spinto ad accettare il primaziato di Canterbury. Una volta vescovo (1162) Becket aveva però difeso energicamente il principio che il clero fosse esentato dalla giurisdizione politica e per questo era entrato in odio al re, tanto da dover fuggire in Francia (1164) dove rimase fino al 1170, quando Enrico II gli fece credere, dopo un incontro a Freteval in Normandia, nella rappacificazione.
In quel mese di dicembre - era sbarcato il giorno 2 - Thomas Becket si rese conto di essere finito in trappola e a Natale, nell'omelia, parlò del martirio. Facile profezia. I sicari erano già pronti ed entrarono in azione prima della fine dell'anno.
Canonizzato nel 1173 da Alessandro III (che lo proclamò santo e martire), Becket godette di enorme fama in un'epoca in cui il potere temporale e quello spirituale vivevano in continuo conflitto. L'affresco spoletino ne é testimonianza diretta e inconfutabile ed é una delle rare e prime iconografie del sanguinoso delitto sacrilego, che siano state fatte in Italia.
Sull'episodio, non solo all'epoca, ma anche nel Novecento hanno scritto molti autori. I più famosi Thomas S. Eliot (Assassinio nella cattedrale) e Jean Anouilh (Becket o l'onore di Dio). Anche Ken Follett parla dell'assassinio nel suo "I pilastri della terra". Persino il cinema si é interessato del caso con "Becket e il su re" (con attori come Peter 'O Toole e Richard Burton) e "Assassinio nella cattedrale". Il compositore Ildebrando Pizzetti dal martirio di Becket trasse l'ispirazione per la tragedia in musica "Assassinio nella cattedrale".
Insomma veicolare ancora di più e meglio l'affresco della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo potrebbe essere un ulteriore biglietto da visita per la città.




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