Madre Speranza beata, cerimonia solenne a maggio
di Elio Clero Bertoldi
TODI - E' stata fissata per il 31 maggio del prossimo anno la solenne cerimonia di beatificazione di Madre Speranza, la fondatrice del Santuario dell'Amore Misericordioso di Collevalenza e della Congregazione delle ancelle dell'Amore Misericordioso.
Il decreto, firmato da Papa Francesco il giorno prima del suo viaggio ad Assisi, é stato notificato alle 13,30 di giovedì nel complesso tuderte, suscitando grande entusiasmo tra le "ancelle" e tra i "figli" dell'Amore Misericordioso (congregazioni fondate, rispettivamente, nel 1930 e nel 1950).
Alla cerimonia di maggio ha annunciato la sua presenza il cardinale Angelo Amato, presidente della Congregazione delle cause dei santi, che sarà accompagnato dal segretario della stessa congregazione, l'arcivescovo Marcello Bartolucci.
Madre Speranza riposa nella cripta della chiesa trasformata in "basilica minore" da Papa Giovanni Paolo II nel 1982 (l'anno prima, il 22 novembre 1981, il papà polacco era addirittura venuto in visita a Collevalenza). L'iter della canonizzazione era iniziato il 24 aprile 1988. Undici anni fa la suora era stata dichiarata "venerabile". Adesso é Beata.
Entrata in convento in giovanissima età, Madre Speranza si mosse prima in Spagna (tra Villena e Madrid) e poi a Roma. Fu anche convocata davanti al Sant'Uffizio per difendersi da accuse e calunnie esterne e interne alla congregazione. Il 18 agosto 1951 approdò a Collevalenza.
La fama dei miracoli di Madre Speranza - al secolo Maria Josefa Alhama Valera, nata a Santomera in Spagna il 30 settembre 1983 (figlia di un bracciante agricolo) e morta a Collevalenza l'8 febbraio 1983 - é molto forte. Ancora oggi, in particolare nei fine settimana, oltre duemila persone vengono in Umbria per immergersi nelle piscine del santuario, con la speranza di essere guariti dalle malattie del corpo e dell'anima. A Collevalenza raccontano che nonostante le immersioni di così tante persone, l'acqua delle piscine, ai controlli chimico-fisici eseguiti a fine giornata, risulta sempre "batteriologicamente pura".
Quella dell'acqua, trovata a circa cento metri di profondità contro le previsioni degli esperti e dei rabdomanti, é una storia particolare. Nessuno credeva che in quella zona fosse possibile trovare una sorgente. E le perforazioni, arrivate ad 80 metri di profondità, confermavano le tesi degli scettici. Anche la sera prima del giorno in cui venne trovata la vena, il confessore di Madre Speranza aveva esternato le sue perplessità, invitando la suora a far cessare le costose e inutili perforazioni. "Abbi fede - gli avrebbe replicato, con dolcezza, la suora alzando il dito indice verso il cielo - perché non sono io a dire che l'acqua c'é, ma Lui..."
E il giorno dopo l'acqua sgorgò in abbondanza come continua a fare ancora oggi. "Con un rocchjo (termine dialettale, che indica un getto d'acqua particolarmente violento, ndr) sempre costante..." - assicurano in paese.




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