PERUGIA - Ha funzionato bene la macchina  organizzativa legata alla sicurezza delle migliaia di persone che si sono recate ad Assisi e S.Maria degli Angeli per la visita del Papa. 52 sono stati gli interventi del personale del 118 regionale in servizio ad Assisi per prestare soccorso ai fedeli arrivati da ogni parte d'Italia. Per undici persone si e' reso necessario il trasferimento nei tre in ospedale più' vicini( Assisi, Foligno e Perugia);  per gli altri casi, e' stata sufficiente l'assistenza sul posto del personale medico ed infermieristico.

 

I casi più ricorrenti sono stati quelli dovuti a svenimenti per un abbassamento della pressione, come riferisce una nota dello Ufficio Stampa della Azienda Ospedaliera di Perugia, per la  tensione legata alla attesa e di conseguenza ad uno stato di affaticamento e di scarsa idratazione.Tra i casi invece di persone  ricoverate a seguito di  traumi, da segnalare , quello di  una donna di 52 anni, che ha riportato la frattura del malleolo, come conseguenza di una caduta accidentale, avvenuta di prima mattina e quello di un giovane di 22 anni ,che ha riportato sempre a seguito di una caduta, la frattura del setto nasale.

Nel pomeriggio si sono registrati solo due interventi significativi del 118 diretto dal Dr. Mario Capruzzi, che ha coordinato per l' intera giornata la take force sanitaria: si tratta di una donna di 46  e di un uomo di 72 anni che hanno accusato patologie cardiovascolari e respiratorie, entrambi sono stati trasferiti nella struttura di Cardiologia dello Ospedale di Perugia.

 

"Si e' trattato di una giornata faticosa per quanti hanno assicurato l'assistenza sanitaria e messo in sicurezza un numero tanto elevato di persone- ha commentato Capruzzi-. C'e' da essere soddisfatti del lavoro svolto e del numero contenuto di interventi, nessuno di particolare gravita', grazie anche al rispetto delle norme da parte di quanti hanno partecipato all'evento. Una sottolineatura speciale va al comportamento tenuto dai giovani; il loro entusiasmo e' stato coinvolgente, e in certi momenti anche travolgente, ma senza mai trascendere, una sorta di autocontrollo collettivo per la propria e l'altrui incolumità".'
 

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