ASSISI - Alle 7.30 l'elicottero con a bordo Papa Francesco e' atterrato ad Assisi. Ad accoglierlo il presidente del Senato, Pietro Grasso.

L'elicottero dell'Aeronautica con a bordo il Papa e' atterrato nel campo sportivo dell'Istituto Serafico, prima tappa della sua visita. Era stato preceduto da quello con i cardinali al seguito del Pontefice.
 

E' sceso dall'elicottero con in mano la sua borsa nera, il Papa giunto ad Assisi per il pellegrinaggio in occasione di San Francesco, patrono d'Italia. E' stato accolto da applausi e grida "Viva il Papa" da parte dei fedeli in attesa. Il Pontefice ha risposto sorridendo e salutando con un gesto della mano

L'elicottero bianco dell'Aeronautica Militare e' atterrato nel campo sportivo del Serafico, l'Istituto per disabili, prima tappa della sua visita. Il Pontefice ha quindi percorso a piedi i pochi metri che lo separavano dalla chiesa della struttura dove sta incontrando i ragazzi. Sui muri esterni due grandi striscioni con scritto "Papa Francesco, semplice tra i semplici" e "Tocca il Dio vivo, vivi in adorazione".
 

Gli otto cardinali del Consiglio istituito da Papa Francesco per aiutarlo nel governo della Chiesa Universale, sono accanto al Pontefice nell'incontro con i giovani dell'Istituto Seraphicum, seduti a due lati del presbiterio. L'americano Shean O'Malley, arcivescovo di Boston che viene dall'ordine dei cappuccini, indossa il saio francescano.

Giunto in anticipo su una tabella di marcia intensa che lo vede pronunciare sei discorsi e visitare dodici luoghi diversi di Assisi, Papa Francesco si è soffermato a lungo con i giovani disabili ospiti dell'istituto Serafico, nella sua prima tappa. Papa Bergoglio ha trascorso oltre mezz'ora, dalle 7.45, a salutare, accarezzare e scambiare, quando possibile, qualche parola con i ragazzi.

"Questi ragazzi ogni giorno vengono accolti e, soprattutto, abbracciati. Anche le sue parole ci abbracciano come l'abbraccio di un padre che cerca di insegnare a noi figli la strada giusta". Con queste parole Claudio Ricci, sindaco di Assisi, si rivolge a Papa Francesco nella sua prima visita pastorale ad Assisi all'Istituto Seraphicum che si occupa di persone disabili. "L'accompagneremo durante la giornata e verremo a salutarla alla conclusione - ha detto il sindaco - quando Assisi non sara' piu' la stessa perche' lei avra' donato nuove parole con le quali la citta' dovra' parlare all'umanita". Un pensiero il sindaco l'ha poi rivolto alla tragedia di Lampedusa chiedendosi "come noi tutti possiamo risarcire l'identita' e la dignita' a questi uomini".

"Noi siamo fra le piaghe di Gesu': queste piaghe hanno bisogno di essere ascoltate, di essere riconosciute". Cosi' papa Francesco ad Assisi, durante la visita ai bambini disabili dell'Istituto Serafico, lasciando il testo del discorso e parlando esclusivamente "a braccio". "Gesu' e' nascosto in questi ragazzi, in questi bambini - ha detto il Papa -. Sull'altare adoriamo la carne di Gesu', in loro troviamo le piaghe di Gesu'". "Hanno bisogno di essere ascoltate", ha aggiunto, riferendosi a "coloro che si dicono cristiani".

ORE 9:00 - Papa Francesco ha lasciato l'Istituto Serafico, prima tappa della sua visita ad Assisi. All'uscita e' salito sulla Papamobile tra gli applausi dei tanti in attesa. Il Pontefice ha risposto sorridendo e con un gesto della mano.

"La mia visita e' soprattutto un pellegrinaggio di amore, per pregare sulla tomba di un uomo che si e' spogliato di se stesso e si e' rivestito di Cristo e, sull'esempio di Cristo, ha amato tutti, specialmente i piu' poveri e abbandonati, ha amato con stupore e semplicita' la creazione di Dio". Nel discorso scritto e non pronunciato ma consegnato al vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino, Papa Francesco ha spiegato cosi' la sua decisione di compiere un pellegrinaggio nella citta' del Santo di cui porta il nome. "Arrivando qui ad Assisi, alle porte della citta', si trova questo Istituto, che si chiama proprio Serafico, un soprannome di san Francesco. Lo fondo' un grande francescano, il Beato Ludovico da Casoria. Ed e' giusto partire da qui".

ORE 9:30 - Papa Francesco e' arrivato nella Sala della Spoliazione di San Francesco, al Vescovado di Assisi, dove incontra i poveri assistiti dalla Caritas. Il Papa si sofferma a salutare e stringere le mani degli assistiti, tra cui molti stranieri, scambiando con loro parole di solidarieta' e incoraggiamento.

ORE 9:53 - "La Chiesa, tutti noi, deve spogliarsi della mondanità, che la porta a vanità, orgoglio e idolatria". Così Papa Francesco nella sala della spogliazione di Assisi, dove San Francesco si spogliò degli averi. Il Papa ha definito la mondanità "lebbra" e "cancro" della società.

Sono in tanti, tantissimi giovani, bambini, anziani ad attendere la messa di Papa Francesco sul sagrato della Basilica di San Francesco che si terra' alle 11. Sventolano bandiere, si canta e si prega. Pellegrini che dalla notte attendono, commossi, e cercano di trovarsi un 'posticino' vicino, dove poterlo vedere, magari stringergli la mano o solo toccarlo.

"Non possiamo fare un cristianesimo piu' umano, senza croce o senza Gesu', senza spoliazione: cosi' diventeremmo cristiani di pasticceria, delle cose dolci bellissime ma non cristiani davvero". Lo ha detto papa Francesco ad Assisi, nel suo discorso "a braccio" nella Sala della Spoliazione di San Francesco, al Vescovado di Assisi.

ORE 10:36 - Papa Francesco nella cripta della basilica di San Francesco ad Assisi, si e' inginocchiato in preghiera dinanzi alla tomba del santo, Prima di inginocchiarsi, il Papa ha posto un mazzo di fiori sull'altare.

ORE 11:09 - "Grazie a tutti voi per il lavoro che fate". Si e' rivolto cosi' Papa Francesco ai giornalisti che lo attendevano fuori dal Vescovado di Assisi. Quando i cronisti lo hanno invitato ad avvicinarsi ha scherzato: "Io? Con questa brutta faccia...". Poi si e' avvicinato e ha teso la mano benedicendoli e ripetendo: "Grazie del vostro lavoro". Quindi e' entrato nella chiesa di Santa Maria Maggiore salutando la folla che lo acclamava. Uscendo, si e' di nuovo fermato a benedire i fedeli dietro le transenne. Tra loro una delegazione di operai della Merloni, che gli hanno fatto avere una lettera.

ORE 11:11 - Un lungo applauso ha accompagnato l'arrivo di Papa Francesco sul sagrato della Basilica di San Francesco dove a breve iniziera' la Messa. Dieci minuti di ritardo sulla tabella di marcia. In prima fila il premier Enrico Letta, il presidente del Senato Renato Schifani insieme alle tante autorita' civili, religiose e militari.
 

ORE 11:26 - "Pace e bene a tutti". All'inizio dell'omelia nella messa sulla piazza della basilica di Assisi, il Papa ha voluto rivolgersi ai presenti "con questo saluto francescano".

San Francesco ci insegni "ad essere 'strumenti della pace', della pace che ha la sua sorgente in Dio, la pace che ci ha portato il Signore Gesu'". E' l'invocazione lanciata dal Papa durante la messa ad Assisi. Francesco, ha detto, ci testimonia che "chi segue Cristo, riceve la vera pace, quella che solo Lui, e non il mondo, ci puo' dare".

"San Francesco viene associato da molti alla pace, ed e' giusto, ma pochi vanno in profondita'", ha detto il Pontefice nell'omelia della messa sulla piazza della basilica francescana. "Qual e' la pace che Francesco ha accolto e vissuto e che ci trasmette? - ha continuato - Quella di Cristo, passata attraverso l'amore piu' grande, quello della Croce". Secondo Bergoglio, "la pace francescana non e' un sentimento sdolcinato. Per favore: questo san Francesco non esiste! E neppure e' una specie di armonia panteistica con le energie del cosmo… Anche questo non e' francescano, ma e' un'idea che alcuni hanno costruito". "La pace di san Francesco e' quella di Cristo, e la trova chi "prende su di se'" il suo "giogo", cioe' il suo comandamento: Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato - ha spiegato -. E questo giogo non si puo' portare con arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo con mitezza e umilta' di cuore".

Da questa Citta' della Pace, ripeto con la forza e la mitezza dell'amore: rispettiamo la creazione, non siamo strumenti di distruzione!". E' l'appello per la difesa del creato lanciato da papa Francesco durante la messa ad Assisi. Nell'omelia il Pontefice ha citato il Cantico delle Creature di San Francesco: "Altissimo, onnipotente, bon Signore… Laudato sie… cun tutte le tue creature"

"Rispettiamo ogni essere umano - ha detto il Papa -: cessino i conflitti armati che insanguinano la terra, tacciano le armi e dovunque l'odio ceda il posto all'amore, l'offesa al perdono e la discordia all'unione". "Sentiamo il grido di coloro che piangono, soffrono e muoiono a causa della violenza, del terrorismo o della guerra, in Terra Santa, tanto amata da san Francesco, in Siria, nell'intero Medio Oriente, nel mondo", ha aggiunto.
 

"Ad Assisi tutto parla di Francesco ed oggi tutto parla anche di te": lo ha affermato, rivolgendosi a Papa Francesco, monsignor Domenico Sorrentino, arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, prima dell'omelia del Santo Padre e dell'inizio della celebrazione della Santa Messa in piazza San Francesco ad Assisi. "Qui soffia lo spirito di Assisi - ha aggiunto Sorrentino - per trovare motivi di speranza anche per non vedere piu' il ripetersi di fatti gravi come quelli di Lampedusa". Per monsignor Sorrentino "oggi qui c'e' uno squarcio di luce, per un'ondata di speranza e di grazia".

"Non posso dimenticare, infine, che oggi l'Italia celebra san Francesco quale suo Patrono", ha affermato il Pontefice al termine dell'omelia della messa nella piazza della basilica. "Lo esprime anche il tradizionale gesto dell'offerta dell'olio per la lampada votiva - ha aggiunto -, che quest'anno spetta proprio alla Regione Umbria". Bergoglio ha quindi fatto sua la preghiera "di san Francesco per Assisi, per l'Italia, per il mondo"
 

ORE 12:40 - Papa Francesco, al termine della messa in piazza ad Assisi, ha benedetto l'olio della lampada votiva a San Francesco, patrono d'Italia, offerto quest'anno dall'Umbria. Nella cerimonia di offerta dell'olio, in cui sono intervenuti mons. Gualtiero Bassetti, vescovo di Perugia e vice presidente della Cei, la presidente della regione Catiuscia Marini, il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, alla presenza anche del premier Enrico Letta, il Papa ha auspicato che la devozione francescana ispiri valori di "civile convivenza" per la nazione italiana.
 

Pranzo con un clima particolarmente disteso per il presidente del Consiglio Enrico Letta oggi nel refettorio del Sacro Convento di Assisi al termine della messa per S.Francesco patrono d'Italia presieduta dal Papa. Appuntamento al quale non ha comunque partecipato il pontefice che invece ha mangiato alla mensa della Caritas a S.Maria degli Angeli. Letta ha pranzato allo stesso tavolo del presidente del Senato Piero Grasso, dei vertici dei Francescani e del ministro Zanonato. Nella stessa sale molti degli amministratori dei Comuni, delle Province e delle Regioni italiane oggi ad Assisi. Diversi quelli che hanno scambiato battute e si sono fatti fotografare con Letta. Nel corso del pranzo e' stato servito un antipasto umbro, ravioli al pomodoro, roast beef con verdure e un dolce alla crema.

Dopo la visita all'Eremo delle Carceri, dove ha pregato nella cella di san Francesco, papa Francesco e' arrivato nella cattedrale di San Rufino, ad Assisi, dove incontra il clero, i frati e le suore e i membri dei consigli pastorali della Diocesi.

ORE 15:40 - Il premier Enrico Letta e il presidente del Senato, Pietro Grasso, al termine del pranzo con i francescani ad Assisi, si sono raccolti in preghiera sulla tomba di San Francesco. Ad accompagnarli il custode del Sacro Convento, Mauro Gambetti.
 

 

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