FIRENZE - La traccia di Dna su cui la corte d'assise d'appello di Firenze ha disposto una perizia e' una di quelle repertate sul coltello sequestrato in casa di Raffaele Sollecito e che l'accusa ritiene essere l'arma usata per uccidere Meredith Kercher. Si tratta di un coltello da cucina con una lama lunga 15-20 centimetri, diverso da quelli in dotazione nella casa in cui viveva a Perugia lo studente pugliese.
 

Nella motivazione della sentenza della corte di Cassazione, con cui e' stata annullata la sentenza d'appello con la quale si assolvevano Amanda Knox e Raffaele Sollecito, scrivono i giudici: "E' sicuramente censurabile la gestione dell'incarico conferito, posto che ai periti prescelti venne chiesto di attribuire il Dna estraibile dalla tracce sul reperto 36 (il coltello).

 

Nel corso delle loro indagini, i periti nominati rinvennero una terza traccia sulla lama del coltello sequestrato in casa sollecito, oltre a quella attribuita senza contestazioni alla Knox e a quella attribuita con forti contestazioni alla vittima.

 

Detta traccia non venne sottoposta ad indagini genetiche, per deliberazione assunta in solitudine da uno dei periti, perche' ritenuta in quantita' non sufficiente per offrire un risultato affidabile, trattandosi di un low copy number".

 

Ora invece la corte d'appello di Firenze ha ritenuto opportuno richiedere una perizia sulla traccia non analizzata, "fatta salva - suggeriscono i giudici di Cassazione - la messa in discussione del risultato ove non ritenuto affidabile".

 

Condividi