FIRENZE - E' inziata la prima udienza a Firenze del nuovo processo d'appello a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher, la giovane studentessa inglese uccisa a Perugia la notte tra il primo e il 2 novembre del 2007. Gli imputati, come gia' annunciato, non sono presenti in aula e sono stati dichiarati contumaci dal presidente della Corte d'assise d'appello, Alessandro Nencini.

Assente anche la famiglia di Meredith, assistita dagli avvocati Francesco Maresca e Serena Perna. La pubblica accusa e' affidata al pm fiorentino Alessandro Crini. In aula e' presente, costituitosi parte civile, Patrick Lumumba, datore di lavoro di Amanda al tempo dell'omicidio e da lei indicato come l'autore del delitto, poi 'scagionato' dalla testimonianza di un professore universitario svizzero che ne confermo' l'alibi. In aula e' inoltre presente il padre di Raffaele Sollecito, Francesco. La corte si e' aggiornata, pochi minuti dopo l'inizio dell'udienza, perche' le difese di Amanda e di Sollecito, gli avvocati Giulia Bongiorno e Carlo Dalla Vedova, hanno chiesto l'esclusione della costituzione di parte civile proprio di Patrick Lumumba.

La costituzione di parte civile di Patrick Lumumba "non può essere esclusa" anche in virtù del fatto che "non è stato quantificato" il risarcimento del danno. Lo ha deciso il giudice Alessandro Nencini, che presiede la ripetizione dell'appello del processo per la morte di Meredith Kercher. I legali di Amanda Knox si erano opposti alla costituzione di parte civile di Lumumba, per la calunnia del quale Amanda è già stata condannata a tre anni.

I giudici del nuovo processo d'appello nel caso Meredith Kirchner forse già oggi decideranno se riaprire il dibattimento e disporre nuove perizie. Inizia infatti questa mattina a Firenze la ripetizione dell'appello per l'omicidio della studentessa inglese uccisa a Perugia la notte del 2 novembre 2007. Si torna in aula dopo l'annullamento da parte della Cassazione della sentenza di secondo grado della Corte di Assise di Appello di Perugia che aveva assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Nelle motivazioni delle Cassazione, si suggerisce infatti l'analisi della terza traccia di Dna trovata su quel coltello, sequestrato in casa di Sollecito, che per l'accusa ritiene è l'arma del delitto. Nelle memorie delle difese c'è una lunga richiesta di testimoni da riascoltare e di nuovi accertamenti scientifici. Probabilmente sarà chiamato ancora a testimoniare Luciano Aviello: l'ex collaboratore di giustizia aveva incolpato dell'omicidio il proprio fratello, poi ritrattò, finendo indagato per calunnia. Né Knox né Sollecito saranno in aula.

 

Condividi