Capitale cultura 2019, rush finale per le candidature
(di Daniela Giammusso) (ANSA) – ROMA - Tutto avviene in un piccolo ufficio al terzo piano del ministero dei Beni Culturali, con una bella vista sui tetti di Roma. Pochi minuti appena per la consegna del "Bid book", venti copie in italiano e venti in inglese, il controllo dei documenti di chi consegna, un timbro sulle lettere di ricevuta e la candidatura e' ufficiale.
Parte cosi' la lunga corsa delle piu' belle citta' italiane a Capitale della Cultura Europea 2019. Quante saranno davvero ancora non si sa, ma, a seguire annunci e siti web ufficiali, la lista dovrebbe coprire tutto lo stivale tra "big" come Torino e Venezia e sorprese come Bergamo e Aosta. C'e' chi fa "squadra" come Perugia e Assisi e chi invece pare si sfidera' in casa come Palermo e Siracusa, Lecce e Taranto, Siena e Pisa, Reggio
Calabria e Catanzaro. E poi ancora Ravenna, Mantova, Urbino, Caserta, Cagliari, L'Aquila.
Al ministero sono rigorosamente riservati, anche se di telefonate per dubbi e chiarimenti in questi mesi pare ne siano arrivate tante e a tutte le ore, ma per candidarsi c'e' tempo ancora fino alla mezzanotte di domani, anche per via telematica.
Intanto, all'entrata di via del Collegio Romano e' iniziata la sfilata delle singole delegazioni. Le prime a consegnare a mano i dossier sono state Pisa e Matera. Si entra un po' affannati, tra borse e scatoloni. Ma quando si esce sembra di essere gia' a un traguardo. E cosi' capita anche che la delegazione della Fondazione PerugiAssisi2019 uscendo incontri i "cugini" di Ravenna, in entrata con il sindaco Fabrizio Matteucci.
Si sbircia il dossier dell'altro. C'e' chi sceglie la rilegatura piu' sofisticata, chi una semplice spirale. Chi ha arricchito di grafica le fotografie, chi ha puntato sugli schemi. Influira'? Poi sono abbracci, tanti in bocca al lupo e una sfilza di sms a confortare i soci delle fondazioni rimasti a casa: "tutto
consegnato, siamo in corsa".
Se Perugia attendera' il 27 settembre, con addirittura tre giorni di eventi, per presentare alla cittadinanza il suo dossier, Venezia punta in alto e sfrutta la sua fama internazionale per sostenere la sua candidatura, con conferenza alla sede romana della stampa estera. La parola d'ordine per
molte citta' sembra essere "condivisione" con il proprio territorio e c'e' chi pensa invece a ridisegnare il volto di una citta'.
Come Aosta, che prevede anche la realizzazione di un polo universitario e l'apertura di un parco archeologico nella periferia ovest o L'Aquila, che ha affidato a un tomo da 190 pagine il suo sogno di ricostruzione all'insegna della cultura.
Siracusa ha lavorato invece sul tema "Frontiera d'Oriente", mentre Urbino punta tutto sul suo essere "culla del Rinascimento e di Raffaello" con un comitato presieduto da Jack Lang. E ancora, Ravenna ha lavorato sulla "ricchezza e le diversita' delle culture europee", mentre per Mantova e' scesa in campo anche l'ex presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.
Da domani a mezzanotte l'elenco sara' ufficiale. E il destino delle candidate passera' nelle mani di un comitato ufficiale composto da 13 membri (7 nominati dalle istituzioni europee e 6 dalle istituzioni nazionali) che effettuera' una valutazione dei progetti, assistera' alle loro presentazioni e selezionera' le citta' "finaliste".

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