GUBBIO - Entra nel vivo l’undicesima edizione del Gubbio No Borders festival. Nel segno della contaminazione tra linguaggi ed esperienze artistiche, quest’anno il programma si arricchisce della collaborazione con “Sbandiamo”, il raduno nazionale di complessi bandistici con oltre 300 musicisti e 50 majorette. Domenica 19 agosto, alle 17.30, a piazza Grande le note effervescenti dei fiati e delle percussioni della super banda, composta dalla fusione di nove differenti formazioni, si tingeranno di jazz per l’omaggio a Gubbio No Borders festival.

“La banda è un’espressione musicale molto affine al jazz – spiega Luigi Filippini, direttore del No Borders festival – E’ un modo di suonare popolare che arriva alla gente e non è nuovo che i complessi bandistici ripercorrano sonorità funk, disco music, jazz, rhythm ‘n’ blues e soul. Lo ha già dimostrato la P-funking band. Nell’anima del No Borders c’è la contaminazione e siamo entusiasti di ospitare incursioni come quella di Sbandiamo, una manifestazione con bande di alto livello provenienti da tutto il territorio nazionale”.

Una formula quella delle ‘marching band’ che sa coinvolgere e divertire il pubblico, come accaduto lunedì a Gubbio per le travolgenti performance della P-funking band. Ritmo e coreografie che hanno fatto letteralmente ballare gli spettatori, trascinati in un fiume di note e allegria dalla marching band.

Il programma del festival prosegue poi la sera, alle 21.30 all’ex refettorio di San Pietro, con la presentazione del romanzo “Accanto alla tigre”, alla presenza dello scrittore Lorenzo Pavolini. Modera l’incontro, inserito nella sezione “Il piacere del testo”, il docente universitario
Raniero Regni.

Il libro, edito da Fandango, è stato nella cinquina del Premio Strega ed ha fatto discutere e appassionare il grande pubblico. La storia è davvero singolare: Lorenzo è uno scrittore alle prese con teatro, riviste, radio e crede di possedere una visione politica consolidata. Vive a Roma nel quartiere Esquilino. Lì si mescolano due idee molto diverse dell'Italia contemporanea: quella multietnica, del mercato di piazza Vittorio e dei negozi cinesi e quella nazionalista rappresentata da un centro sociale di estrema destra. In quel pezzo di Italia c'è un altro dissidio, quello che Lorenzo coltiva sin dall'adolescenza dentro di sé, un dissidio che affonda le radici nel suo cognome e nell’identità di suo nonno.
A piazzale Loreto, Benito Mussolini, Claretta Petacci e gli altri gerarchi sono appesi a testa in giù. Un uomo a torso nudo pende sotto una pensilina su cui è scritto in stampatello: Pavolini.

Il 20 e 21 agosto il Gubbio No Borders , invece ospita nella sezione dedicata a progetti artistici di musicisti emergenti rispettivamente: Leonardo Radicchi & Eleonora Bianchini project con “The red side” e Sara jane e paolo Ceccarelli con “Back from the South”.
Il festival è organizzato dall’associazione No Borders, in collaborazione con Fotolibri, Photostudio, Antica Cappelleria Bocci, associazione di volontariato “Il Gibbo” e con la consulenza di Raniero Regni, e si avvale del patrocinio di Consiglio regionale dell’Umbria, Provincia di Perugia e Comune di Gubbio. Partner media dell’evento: Corriere dell’Umbria, Pressnews.it, Rgm e Trg. Collaborano Lions Piazza Grande e Rotary Club Gubbio. Sponsor: Cvr, Prep, Procacci.

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