PERUGIA - Una organizzazione ritenuta dedita allo spaccio di eroina e cocaina a Perugia e' stata smantellata dalla squadra mobile di Perugia che ha eseguito 20 arresti. Riguardano soprattutto tunisini. La polizia ha eseguito ordinanze di custodia cautelare disposte dal gip, 29 in tutto quelle emesse su richiesta della procura del capoluogo umbro. Dall'indagine e' emerso che i vertici dell'organizzazione erano capaci di un approvvigionamento continuo di droga e del coordinamento dello spaccio su piazza. Per piazzare eroina e cocaina - ha accertato la squadra mobile diretta da Marco Chiacchera - venivano utilizzati clandestini provenienti da Lampedusa e in possesso di permessi di soggiorno per motivi umanitari.

Gli arresti hanno riguardato 15 tunisini, due marocchini, un italiano, uno svizzero e un uomo originario della Repubblica Ceca. L'operazione Zbun e' stata avviata dopo l'arresto di una donna di Terni da parte della squadra mobile di Perugia il 5 febbraio dell'anno scorso, dopo che era stata trovata in possesso di circa un chilo di eroina e cocaina. Il prosieguo delle indagini ha portato all'arresto dei due complici tunisini dopo una rocambolesca fuga. Gli accertamenti condotti dalla sezione criminalita' organizzata e da quella antidroga hanno portato a individuare un canale di approvvigionamento di cocaina ed eroina proveniente dalla Campania. 

L'attivita' di intercettazione e i riscontri raccolti hanno consentito alla mobile, diretta da Marco Chiacchiera, di individuare una vera e propria organizzazione dedita all'attivita' di spaccio a Perugia. Ai vertici erano i tunisini Riad Chiedi di 31 anni e Hatem Chihi di 29, e il marocchino Nabil Maaloul di 34, che si interessavano - riferiscono gli inquirenti - di approvvigionamento continuo e di coordinamento dello spaccio, con gestione dei "pusher di piazza". Oltre alla riscontrata organizzazione piramidale, con suddivisione stabile dei ruoli, vigeva anche una sorta di "mutuo soccorso" che i sodali ricevevano dagli altri membri quando si trovano nella mancanza di disponibilita' di stupefacente e in caso di arresto. I luoghi di spaccio erano il centro di Perugia e la zona universitaria. Il gruppo si avvaleva anche della manovalanza di pusher clandestini arrivata da Lampedusa. Molti dei fermati, infatti, sono stati trovati in possesso del permesso temporaneo per motivi umanitari.

La soddisfazione del sindaco Boccali: “Eroina e cocaina provenienti dalla Campania, ed una manovalanza sostanzialmente composta da tunisini arrivati direttamente a Perugia da Lampedusa. Lo scenario non è nuovo, anzi era stato delineato nel recente passato con l’ evidenza dei fatti. L’ operazione della squadra mobile conferma però che a fronte dell’ impresa dello spaccio, ci sono anche, e sono forti, l’impegno e la professionalità delle forze dell’ ordine, sempre in grado di contrastarla. Una ventina di arresti, per la gran parte di immigrati tunisini, è un risultato molto positivo di una operazione condotta con grande competenza. Operazioni come queste stanno diventando abituali, ma il plauso dei perugini, che sono sicuro di rappresentare, non si attenua, come non viene meno la sollecitazione dell’ Amministrazione comunale a proseguire in questa direzione. Sono felice di cogliere anche questa ultima vicenda per esprimere a magistrati e Polizia la soddisfazione della comunità perugina. E’ un altro segnale forte, l’ennesimo, della forte volontà di combattere senza pausa questa piaga che affligge la nostra città, un segnale che dà alle persone oneste fiducia nella presenza dello Stato, mentre i criminali devono sapere che a Perugia non sono sicuri.”

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