Rapine in villa: la Polizia ferma un albanese clandestino
PERUGIA - Quattro rapine, dal settembre scorso alla meta' di gennaio, in altrettante villette di varie localita' dell'Umbria: in due casi, le famiglia rapinate avevano fatto compiere lavori di giardinaggio a una ditta per cui lavorava lo stesso uomo, un albanese. In altri due casi, uno dei rapinatori, mentre era in casa delle vittime, era rimasto per qualche secondo a volto scoperto, dando modo ai rapinati di riconoscerlo: e' per quelli che definisce ''gravi indizi di colpevolezza'' che la sezione antirapina della squadra mobile della questura ha sottoposto a fermo un albanese di 26 anni, X.K. le iniziali del nome, clandestino.
E' accusato di rapina pluri-aggravata e continuata, lesioni personali, sequestro di persona e porto abusivo di arma da fuoco, in concorso con altre persone ancora ignote. E' la stessa squadra mobile (diretta da Marco Chiacchiera) a ricordare stamani le modalita' delle quattro rapine. Nella notte del 22 settembre scorso, a Montone, cinque persone a volto coperto erano entrate in una casa, aggredendo la famiglia all'interno e minacciandola con un fucile di caccia trovato nella stessa abitazione. Le vittime della rapina dissero che probabilmente i malviventi erano originari dell'Est Europa.
La famiglia disse anche alla polizia che si era rivolta ad alcuni stranieri, tra cui un albanese, per fare lavori di manutenzione del giardino. Nella notte del 19 ottobre, a Brufa, altra rapina in villa, con quattro persone a volto coperto: anche in questo caso i proprietari riferirono di essersi avvalsi, pochi giorni addietro, dello stesso albanese per la manutenzione del giardino. Terza rapina, la sera del 27 ottobre, vicino a Castiglione del Lago: in questo caso cinque persone, con un fucile, una pistola ed una grossa mannaia, a volto coperto, fecero irruzione in una abitazione e, sotto la minaccia delle armi e dopo aver colpito il capofamiglia con pugni e calci, misero in atto la rapina.
E' in questo caso che una delle vittime aveva avuto modo, per qualche secondo, di scorgere in volto uno dei rapinatori. Infine, mella notte del 13 gennaio scorso, due rapinatori a volto coperto ed armati di una pistola a tamburo ed un fucile, erano entrati irruzione in una abitazione di Ponte Pattoli, sequestrando e legando con del filo elettrico tutti i componenti della famiglia, per rapinare poi contanti e preziosi. Anche in questo caso uno dei malviventi era rimasto a volto scoperto. Chi lo aveva potuto vedere, lo aveva poi indicato alla polizia come l'albanese fermato dalla mobile, nei giorni scorsi nella casa di un suo connazionale (con permesso di soggiorno) nell'hinterland perugino. Le indagini della squadra mobile proseguono per individuare gli altri rapinatori.




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