PERUGIA - Le associazioni dei residenti del centro storico "La città di tutti", "Vivi il borgo" e il Comitato di via Bonazzi e Porta Eburnea esprimono la loro più netta contrarietà al trasferimento del mercatino dell'antiquariato che si tiene ogni mese in piazza Italia, considerando questa ipotesi un danno per il centro e per l'intera città. Il progetto già presentato agli operatori e del quale ha già parlato la stampa e la Rai prevederebbe la predisposizione di spazi alternativi nel tratto pedonale di corso Cavour e di viale Indipendenza. Le associazioni ritengono che questa soluzione alternativa, auspicabile per piccoli mercatini specializzati e per altre iniziative commerciali all'aperto che, tra l'altro, potrebbero tornare anche sulle scalette di Sant'Ercolano, non sarebbe idonea a ospitare, anche per ragioni di spazio, un grande mercato come quello che si tiene in piazza Italia.

Al progetto dell'assessorato sono contrari non solo gli operatori interessati, ma gli stessi commercianti dell'acropoli, i residenti del centro e gli appassionati che arrivano non solo da Perugia ma anche da altre città. Per questo le associazioni del centro hanno deciso di aprire una sottoscrizione per la salvezza di questa tradizione che continua a vivere, nonostante vecchie e ingiustificate avversità.
La soluzione proposta dal Comune di Perugia, se attuata, farebbe morire un mercato molto apprezzato dai cittadini e che, in forme simili, si tiene nelle zone più centrali di tante città italiane con il sostegno degli enti pubblici e di varie associazioni di categoria. Molti operatori, infatti, sarebbero costretti a rinunciare perché gli spazi alternativi proposti non sono sufficienti, così che, alla fine, tutto l'equilibrio faticosamente raggiunto da questa manifestazione verrebbe meno producendo un disastroso fallimento complessivo.

Le associazioni respingono poi il tentativo di indicare i residenti del centro come gli oppositori del mercatino per banali ragioni di parcheggio in piazza Italia. Se questa fosse una ragione reale il Comune potrebbe trovare spazi alternativi, salvo poi doverla di nuovo risolvere, se venisse attuato il suo progetto, in viale Indipendenza, zona Sant'Ercolano, dove ci sono problematiche simili di parcheggio non ancora risolte dopo quasi due anni dall'inaugurazione del lavori rimasti, peraltro, largamente incompiuti. Le associazioni dei residenti ritengono inoltre ingiusta e senza motivazioni accettabili la diversità delle regole imposte per l'occupazione dei giardini Carducci, da tempo negata agli ambulanti del mercatino e non anche a diverse manifestazioni commerciali di pesante e invasivo impatto alle quali è permessa la presenza anche nella piazza monumentale della città e a pochi metri dalla Fontana Maggiore.

Nel chiedere al Comune di Perugia di rinunciare a questo progetto, le associazioni del centro si pongono una sola domanda: perché si vuol danneggiare e far chiudere una manifestazione apprezzata da tutta la città? Le ragioni di questa scelta appaiono ancora incomprensibili e oscure.

Primo Tenca (Vivi il Borgo)
Renzo Massarelli (La città di tutti)
Maurizio Giorgelli (Comitato via Bonazzi)

 

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