PERUGIA - Guerre di religione e scontri di civiltà? No, grazie. In Umbria (dove fra gli immigrati si contano 24 mila 488 musulmani, 24 mila 274 ortodossi, 14 mila 842 cattolici, 2 mila 912 evangelici, 827 induisti e 375 buddisti), le religioni, invece che dividere, uniscono, e il rispetto reciproco e il dialogo tra le diverse fedi possono costituire un fattore determinante del processo d’integrazione delle culture, delle etnie e degli individui, contribuendo, oltre che ad una convivenza che rispetti le differenze, allo sviluppo economico e produttivo della regione. È questo il senso del progetto “Identità e pluralità nel dialogo interreligioso”, finanziato dal Ministero dell’Interno, la cui realizzazione è stata affidata alla “Aliseicoop” e alla Sezione Antropologica del Dipartimento “Uomo e Territorio” dell’Università di Perugia, in collaborazione con le comunità religiose dei cittadini immigrati, Comuni ed organismi del “Terzo Settore”.

“Nella regione di Aldo Capitini e del 50esimo anniversario della Marcia della Pace, alla vigilia del secondo incontro fra le religioni del mondo, promosso ad Assisi da Benedetto XVI – ha detto la vicepresidente della giunta regionale umbra Carla Casciari, in una conferenza-stampa tenuta stamani a Palazzo Donini, per illustrare l’iniziativa insieme a Carla Barbarella di “Aliseicoop” e Cristina Papa del Dipartimento “Uomo e territorio” dell’Università di Perugia, con la partecipazione dei rappresentanti delle comunità religiose di Perugia -, questo progetto assume una particolare rilevanza, valorizzando in pieno la vocazione dell’Umbria di essere terra di pace e tolleranza, attenta al dialogo interculturale”.

“La fede è un fattore determinante nel processo d’integrazione – ha spiegato Carla Barbarella di “Aliseicoop” -, e il progetto intende favorire e stabilire un dialogo basato su ciò che unisce le diverse fedi, costruire e rinsaldare un rapporto fra le diverse comunità attraverso un rapporto di conoscenza, di scambio e di reciproco rispetto tra i fedeli”.

Il progetto prevede, in particolare, “incontri di ospitalità” dei fedeli presso le diverse comunità religiose, la partecipazione comune a feste religiose, un incontro pubblico sul tema “Immigrazione ed identità religiosa”, per definire quanto conti l’appartenenza religiosa nel processo d’integrazione e quali spazi di apertura esistano per il dialogo interreligioso.

Un seminario, previsto nel prossimo febbraio a Terni, destinato soprattutto ai rappresentanti delle comunità e leader religiosi, farà il punto sul modo in cui le diverse comunità religiose hanno affrontato con i propri fedeli la questione dell’esercizio dei diritti e dei doveri nelle società di accoglienza. Del tema su come le “seconde generazioni” di immigrati si rapportino alle confessioni religiose dei loro genitori si occuperà una tavola rotonda, che si terrà a Umbertide nel maggio 2012. Un convegno finale metterà a punto una valutazione dell’iter del progetto e del contributo che – hanno detto Carla Barbatella e Cristina Papa – potrà scaturirne per il futuro della convivenza delle comunità religiose e la facilitazione del processo d’integrazione degli immigrati sul territorio umbro.

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