Diacono suicida/ Il Papa accetta le dimissioni di Mons. Scanavino
TODI - Divisioni interne alla diocesi: questo, come abbiamo scritto, il motivo alla base della decisione del vescovo di Orvieto e Todi, mons. Giovanni Scanavino, maturata dopo il suicidio del diacono Luca Seidita, di presentare al Papa le proprie dimissioni, accettate da Benedetto XVI, secondo quanto ha annunciato oggi la sala stampa vaticana.
Monsignor Scanavino stamani ha incontrato i fedeli, a Todi, ed ha fra l'altro spiegato che la vicenda del diacono suicida gli ha ''suscitato perplessita'''. Ha tuttavia evitato qualsiasi accenno polemico con la Santa Sede e ulteriori riferimenti al suicidio di Seidita.
All'incontro - seguito da una conferenza stampa - hanno partecipato circa 150 persone, che hanno esposto alcuni striscioni. ''Obbediamo ma ti amiamo'' c'era scritto su uno di questi. L'ormai ex vescovo si e' soffermato, senza pero' entrare nei particolari, su quelle che, a suo avviso, sono state le divisioni degli ultimi anni nella Chiesa orvietana.
''Un cancro che bisogna curare, anche con il bisturi'' ha sottolineato monsignor Scanavino. ''Bisogna superare le divisioni - ha aggiunto - e ritrovare la comunione. C'e' bisogno di una unita' piu' vera. Riconosco che non sono stato capace di curare questo aspetto legato alle divisioni''.
Monsignor Scanavino ha annunciato che ora tornera' tra i padri Agostiniani dai quali proviene e l'intenzione di restare a vivere in Umbria. A reggere la diocesi sara' mons. Giovanni Marra, arcivescovo emerito di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, nominato dal Papa amministratore apostolico ad nutum Sanctae Sedis.
Il diacono - pugliese, di 29 anni - si era ucciso il 30 novembre scorso gettandosi dalla Rupe di Orvieto. Per la Santa Sede ''non era maturo'' per fare il sacerdote come aveva sognato. Per mons. Scanavino era invece ''pronto'', tanto da essere gia' prevista per il 7 dicembre scorso la sua ordinazione.
Davanti ai presbiteri e ai diaconi della diocesi, il vescovo aveva successivamente detto: ''Dopo la tragica morte di don Luca sono state dette e scritte tante cose. Per fare chiarezza su tutto mi sono rimesso, nel segno dell'obbedienza, alle decisioni del Santo Padre Benedetto XVI al quale mi sono rivolto rappresentandogli l'intera vicenda''.
Una mobilitazione era partita a Orvieto per evitare le sue dimissioni e ieri circa 400 persone, tra cui il sindaco, Antonio Concina, avevano preso parte a una fiaccolata di solidarieta' al vescovo.




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