Primariette dovevano essere e primariette sono state. Subito primarie di coalizione

Di: 
Stefano Vinti (Prc), Franco Calistri (Socialismo 2000)

Il risultato di ieri conferma le nostre previsioni e cioè che le primarie del PD non potevano che essere “primariette”.
Il dato della partecipazione rispetto alle primarie del 25 ottobre parla chiaro: c’è stato una calo dei votanti di circa 30% nonostante una campagna elettorale lunghissima. Sono infatti due mesi che la scelta del PD tiene banco e tutti hanno assistito ad una vicenda lunghissima e ingarbugliata.
Il dato della scarsa partecipazione denota il basso entusiasmo dell’elettorato nel dover partecipare ad una contesa elettorale che si è ridotta ad una resa dei conti interna al gruppo dirigente PD senza programmi e senza il confronto politico.
Ha vinto Marini con il 53 % dei consensi. Cioè con circa la metà di chi si è recato al voto, meno del 17% dell’elettorato alle europee del PD in Umbria e meno del 12% per quanto riguarda le politiche.
Primariette quindi perché 50 mila votanti equivalgono ai risultati del PD al comune di Perugia e di Terni. Dove Boccali è stato eletto sindaco con oltre 51 mila voti, quasi il doppio dei consensi ricevuti da Catiuscia Marini, e Di Girolamo con 33 mila voti, molti di più della vincitrice delle primariette di ieri.
Il dato della partecipazione denota la demoralizzazione dell’elettorato di centro – sinistra, chiamato al voto per scegliere tra due candidati del PD.
Rifondazione Comunista e Socialismo 2000 esprimono sentita preoccupazione per il livello di partecipazione al voto e ritengono che la coalizione debba tentare di invertire il senso di smarrimento e delusione che attraversa in profondità l’elettorato del centro – sinistra umbro. Per questo le due formazioni politiche tornano a chiedere al PD e alla coalizione l’indizione di “primarione”, di primarie di coalizione, per tentare di ridare un senso unitario all’elettorato e renderlo così protagonista della scelta del candidato Presidente della regione. Rifondazione Comunista e Socialismo 2000 riconfermano la candidatura del sindaco di Gubbio Orfeo Goracci che è pronto ad accettare la sfida. La decisione non può slittare ulteriormente in quanto poi sarebbe facile, per chi non intende coinvolgere le cittadine ed i cittadini umbri, in questa fondamentale scelta accampare scuse di tipo tecnico organizzativo. Se il PD teme le primarie di coalizione non ha altra via che una chiara e netta motivazione politica spiegando a noi, ma soprattutto all’elettorato di centro – sinistra, il perché di tale posizione. Comunque, per quanto ci riguarda, Orfeo Goracci è e resta il nostro candidato alla Presidenza della regione.

Stefano Vinti

Franco Calistri

Immagine: 
OrfeoGoracci2005.jpg
Inserito da Redazione1 il Lun, 08/02/2010 - 12:02

12 commenti

Lun, 08/02/2010 - 17:14 mario_rossi_007 ha scritto:

Visti i tempi che non permettono certo di fare delle primarie di coalizione serie, e che il rischio è di mettere in scena un secondo atto del tutto simile alla sceneggiata delle "primariette", forse è giunto il momento che Rifondazione formuli la propria proposta di accordo precisando che altrimenti intende presentare la propria lista e il proprio candidato Presidente.
Per Rifondazione è sicuramente meglio decidere di andare da soli prima che ti ci mandino gli altri a quel paes........

Lun, 08/02/2010 - 17:50 claudio fondelli ha scritto:

Più che una questione di tempi, direi si tratta di una questione di serietà. Anzi si tratta della necessità di evitare il ridicolo.
Perchè oltre alla mancanza di adeguata capacità strategica diostrata prima sparando - da parte di Vinti - ad "alzo zero" contro la Marini bollandola come candidato sicuramente perdente da evitare come la peste (sarà spassoso adesso vedere come Vinti giustificherà un accordo con essa, per non parlare del prezzo che verrà fatto pagare al PRC - in termini di "peso" all'interno della coalizione - per tali inopportune esternazioni) poi scegliendo di sostenere - neanche tanto velatamente - la candidatura di Bocci con la scusa che questi fosse l'unico candidato disposto alle primarie di coalizione (e di aver mandato allo sbaraglio Goracci che adesso dovrà davvero arrampicarsi sugli specchi per guistificare il tanto lavoro sottobanco - che l'esito delle primarie PD ha certificato - a favore di Bocci), adesso è il ridicolo che incombe minaccioso. Dato che trovo difficile si possa diversamente valutare (se non come ridicolo) il continuare a chiedere le primarie di coalizione (il lunedì mattina per la domenica successiva) dando un ultimatum di 48 ore al PD con la minaccia - davvero incredibile (mi auguro un salace commento dell'etrusco che ride in proposito) - che "altrimenti si valuteranno strade diverse".
Tutto ciò - purtroppo - fà emergere una situazione complessiva della sinistra in Umbria davvero critica (dove al ridicolo dell'attuale posizione del PRC fà da complemento una SEL talmente attenta ai rapporti "personali" per capitalizzare al massimo il proprio tornaconto in termini di "poltrone" da non trovare neanche il coraggio di dire qualcosa o di prendere una posizione che fosse una, anche se si è dimostrata un pò più furba del PRC visto che non ha sbandierato ai 4 venti, come ha fatto Vinti, di non sopportare in alcun modo la designata Marini, così, giusto per "cimentare" un buon rapporto con il futuro presidente della regione) che rischia di ridurla (nel complesso) ad un ruolo davvero marginale, se non inconsistente.
Perchè adesso che i giochi sono stati fatti, l'essere rimasti neutrali (SEL e PdCI) o l'aver inscenato una ridicola pantomima (Rifondazione) invece che essersi schierati per tempo entrando nella partita, non permette alla sinistra di poter rivendicare alcun ruolo - se non qualche strapuntino di nessuna importanza per qualche dirigente in cerca di collocazione - nella determinazione delle future scelte di governo della regione. In sintesi la sinistra (tutta) in Umbria è riuscita a rendersi da sola inoffensiva.
Davvero difficile fare di meglio (o per l'esattezza di peggio). Evidentemente se in Umbria (ma non solo qui) il livello qualitativo della classe dirigente e della proposta politica del PD si è così abbassato negli ultimi anni è perchè alla sua sinistra non c'è niente di riconoscibile come qualitativamente valido da "costringere" il PD a mantenere un livello analogo.
Quello di cui mi stò convincendo, ed anche le vicende recenti lo confermano, è che non sarà certo dagli attuali dirigenti dei partiti di sinistra umbri che potrà nascere, se non un cambiamento, almeno quella virata necessaria ad evitare la probabile collisione frontale con la tragicommedia che incombe.

c.f. [http://blog.libero.it/territorio/]

Lun, 08/02/2010 - 18:49 giorgiosgarzi ha scritto:

giorgio sgarzi

temo proprio che entrambe i commenti siano del tutto condivisibili.
La mossa Goracci è stata una reiterazione di quella di Granocchia per le Provinciali,quì c'è l'aggravante che si è ripetuta una medesima cazzata (coazione a ripetere),e questo causerà un'uteriore disaffezione per il prc.
Quanto a Sel essa è guidata da un sindaclista,che furbescamente s'è mantenuto nelle condizioni di poter trattare,senza contare che loro potrebbero anche accettare il compromesso con l'UDC.

Mar, 09/02/2010 - 12:29 notav2010 ha scritto:

Udite, udite...finalmente finisce il teatrino della premiata ditta vinti & co. con sede in gubbio (PG), rifondazione comunista appoggia la marini e l'udc magari farà un accordo esterno per buona pace dei veterocomunisti, dei comunisti del 21esimo secolo e di quelli che non lo saranno mai....

Mar, 09/02/2010 - 15:23 giorgiosgarzi ha scritto:

giorgio sgarzi

se così sarà certamente non avranno il mio voto,anche se credo che sia del tutto ininfluente per persone che badano essenzialmente ai problemi loro

Mar, 09/02/2010 - 16:10 federico santi ha scritto:

federico santi

notav:

ma dove pensi de aver letto che famo l'accordo con l'udc?
io rilancio una sfida a tutti.... c'è qualche partito oltre al nostro che può dire a voce alta che (in umbria, ogni posto ha la sua pena) non farà mai l'accordo con l'udc?
e se pensate che io sia un illuso idealista, informatevi un pochino meglio.
non pensate che questo sia un primo tangibile segno di un minimo di autonomia che rifondazione ha sicuramente e gli altri nemmeno se la sognano?

giorgio&claudio:

I scenario (quello nel quale mi sembra che crediate voi) rifondazione tira sempre ma poi fa l'accordo,
partendo dal presupposto che non mi entusiasmano questi discorsi provo a ragionare sulla lunghezza d'onda dell'amico fondelli:

mi sembra che la tattica di granocchia in provincia abbia provocato la composizione di deleghe, gestite a mio parere molto bene dal suddetto (cassa integrazione anticipata ai lavoratori della merloni docet), pesantissime come lavoro, formazione e scuola.
mi risulta che la tattica attendista di sel e pdci abbia portato ad assessorati a varie ed eventuali del tutto risibili con l'aggravante, per sel, che l'assessore è bertini che, ahinoi, essendo di marsciano conosciamo bene nella sua intrinseca propensione al più becero craxismo d'annata.
al comune di perugia un analogo atteggiamento (boccali non ci piace), pur nell'ambito di un risultato non esaltante, ha comunque prodotto un accordo con un assessorato con deleghe importanti e soprattutto la presidenza della commissione edilizia nel cuore dell'impero delle 3C dalla quale stiamo cercando di bloccare numerosi tentativi di ulteriore cementificazione.

II scenario (quello nel quale credo io, povero illuso!)
rifondazione sta giocando la partita della sua autonomia e non è disposto a fare l'accordo a prescindere:

rifondazione non si chiama fuori dal centrosinistra ma continua a proporre la sua autorevole candidatura che incarna un programma molto chiaro (del resto noi il programma l'abbiamo fatto) con dei pilastri fondamentali: reddito sociale, piano regionale per il lavoro, difesa della scuola e del'università (difesa del polo ternano), ripubblicizzazione dell'acqua, tutte cose per le quali non bastano impegni generici ma voci di spesa corpose con relative coperture e persone capaci nelle deleghe collegate.
rilancia inoltre sulla perimetrazione della coalizione con un no secco all'udc.
nel caso di accettazione reale e non manieristica (per ora assolutamente imprevedibile) del candidato possibilità di aprire un ragionamento unitario, altrimenti si sta pronti ad andare da soli per davvero con la dignità di chi non ha piegato la schiena.

il tempo, ormai poco, ci dirà chi ha ragione ma un'unica certezza allieta le nostre notti: in tutti i casi (colcolo o dignità) siamo migliori dei nostri 'compagni' di viaggio.

Mar, 09/02/2010 - 16:23 federico santi ha scritto:

federico santi

lezione numero I:

Autonomia dal PD

http://www.umbrialeft.it/node/31046

me de che parlamo compagni!

Mar, 09/02/2010 - 17:05 claudio fondelli ha scritto:

Caro federico santi, spero di aver già chiarito che io no sono l'avvocato difensore di SEL che - a mio avviso - esce da questa vicenda malconcia proprio come il PRC (le ragioni le ho già scritte in altri post ed evito di ripetermi ed annoiare chi legge). La questione che pongo è invece di fondo e cioè che si deve fare - la sinsitra deve fare - una scelta di campo e decidere se puntare nel emdio periodo ad un rapporto con il centrosinista o se essere da esso autonoma. La posizione intermedia che è stata scelta è a mio avviso la peggiore opzione perchè palesa un'ambigutà strategica (che potrà anche essere solo apparente, mentre invece risulterebbe coerente analizzando le singole scelte tattiche, ma che difficilmente potrebbe essere compresa da un'elettore mediamente informato) che rischia di disorientare l'elettorato.
Sicuramente la tattica adottata per le elezioni provinciali avrà prodotto effetti positivi ed una capitalizzazione della posiizone del PRC (deleghe pesanti) ma da adito all'idea che rifondazione sia solamente un partito che fà teatro (e ripetere a meno di un'anno lo stesso "spettacolo" rischia di dare proprio quest'idea) e nient'altro. Dunque una strategia del genere è - el emdio periodo - perdente perchè rischia di creare una grossa disaffezione in un'elettorato già ridotto ai minimi termnini (storici).
Poi certamente è altra questione come il consneso ottenuto viene usato (e spesso la sinistra, SEL in particolare almeno allo stato attuale in umbria, non lascia spazio alle migliori risorse che dispone), non sempre con oculatezza, ma - mi creda - non serve a niente avere deleghe più importanti o essere presenti in commissioni dove si prendono decisioni delicate se il consneso è in caduta libera. Si sarà sempre deboli e incapaci di incidere relamente sui processi, alimentando una spirale negativa che produrrà uletriore disaffezione. Scelga la sinistra da che parte stare e poi su questa scelta (strategica) costruisca il resto, la smetta di tenere il piede in due staffe diverse. La scelta del 2 (posizioni) x a (partito), se mai lo abbia fatto, oggi non paga certamente.
c.f. [http://blog.libero.it/territorio/]

Mar, 09/02/2010 - 17:20 federico santi ha scritto:

federico santi

caro claudio fondelli il nostro progetto è l'autonomia dal pd ma non siamo autosufficienti.... bisogna che qualcun'altro, mettendo da parte personalismi sterili, si convinca di questa strada e condivida i nostri tentativi.
tentativi chiari e reiterati: marsciano sul piano locale, campania sul piano nazionale, legge sulla famiglia sul piano politico sono solo alcuni esempi.
non si può condizionare il pd votandogli sempre tutto.
l'ambigiutà più grande che io vedo è stare fuori dal pd e fare sempre ciò che vuole, non sarebbe più logico entrarci a questo punto?
un'altra strada non la vedo sinceramente.

Mar, 09/02/2010 - 17:34 claudio fondelli ha scritto:

Caro federico, ma perchè la colpa è sempre di qualcun altro?
Lei non condivide la linea di SEL, va benissmo.
Ma se il PRC non è autosufficiente come può essere colpa di un'altro partito politco?
Secondo lei SEL ottiene voti perchè costringe gli elettori a votarla puntando loro una pistola alla tempia?
Se si governa male e si fanno scelte sbagliate quando si è al governo è colpa del PD (eppure si resta in coalizione). Se si resta in coalizione è colpa degli altri partiti che ci rubano voti (se il progetto di SEL - ed il mio non è un giudizio ma una constatazione - fosse qualcosa di sterile non avrebbe alcun seguito ed invece ha un consenso quasi pari a quello del PRC anche se è nato da meno di un'anno).
Provi a riflettere sul dato oggettivo che se il PRC non ha un consenso sufficiente ad essere autonomo (anche se a me risulta che si può essere autonomi anche con lo 0,1%, semplicemente in questo caso non si hanno poltrone di assessorati o ministeri in cui sedersi)vorrà evidentemente dire che la sua linea politica - giusta o meno che sia - non è condivisa da un numero sufficiente di cittadini italiani, i quali si aspettano evidentemente altre scelte da un partito, allorchè queste persone siano di sinistra.
(Non è il PRC ad avere il copyrigt della sinistra)
Forse, ancor prima che dall'autonomia, partirei dal fare un pò di autocritica.
Ed a fare un pò più i conti con la realtà (meno fumo e un pò più di concretezza non guastano mai).
Sono certo che i risultati non si faranno attendere

c.f. [http://blog.libero.it/territorio/]

Mar, 09/02/2010 - 18:07 federico santi ha scritto:

federico santi

ma sel vota sempre tutto!!!!!!!!!!

mi chiedo, perchè non entra nel pd!!!!!!!

dico che l'ambiguità che lei vede nel prc è altrove!

se invece si vuole (ma non è obbligatorio) essere autonomi dal pd per creare nel medio periodo un'alternativa reale allora la 'colpa' è di chi non batte un colpo.

io ho il sospetto in effetti che l'obiettivo di sel sia quello di fare la componente esterna del pd salvo alzare la voce solo dove ha un leader telegenico e quatro compagni ortodossi che l'appoggiano gratis.

se è questo parlo direttamente col pd, che ci parlo a fare con sel!
ma come si fa a votare per la famiglia cattolica, a votare la bolkestein etc etc etc.

sarà un linguaggio poco simpatico, ne convengo, ma la colpa alla quale mi riferisco è questa.

per quanto riguarda l'autonomia dello 0,1% esiste ma non mi interessa quindi nel mio 'andare da solo' devo creare un percorso credibile.

Mar, 09/02/2010 - 19:03 claudio fondelli ha scritto:

Continuo a non capire, probabilmente per colpa mia.
Non vuole pagare il prezzo che richiederebbe essere autonomi (in termini di spazio di rappresentanza politica e di finanziamento pubblico, sotto forma di rimborso elettorale) - quello che lei considera un percorso non credibile - ma vuole essere autonomo e rinfaccia agli altri di non esserlo.
Se il PRC non gode di una fiducia tale da consentirgli l'autonomia che vorrebbe ha due sole strade. O rinuncia ad essere autonomo (almeno nel medio periodo fino a quando non sarà cresciuto elettoralmente) come stà facendo SEL, oppure decide di farlo costi quel che costi.
Lei pretenderebbe invece di avere la botte piena (l'autonomia) con la moglie ubriaca (l'assenza di consenso suffciente). Ma non funziona così e la gente lo ha capito da tempo. Sarà per questo che il consenso a sinistra è così basso? Mi creda la vita è troppo importante e breve perchè la si possa vivere come una recita (nell'illusione così di avere o essere ciò che non si ha o si è).
Con questo - lo ripeto per l'enensima volta - di problemi e limiti SEL ne ha tantissimi ma almeno non questo.
La ricreazione è finità è ora di comportarsi un pò più da adulti. La gente questo lo ha capito già da tempo (almeno gli elettori di sinistra), adesso è ora che lo capiscano anche i politici.
c.f. [http://blog.libero.it/territorio/]


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