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PERUGIA - Adelmo Narcisi alla guida della Slp Cisl Umbria, componenti della segreteria regionale della categoria dei lavoratori delle Poste Patrizia Marrone e Alessandro Cordelli. Ad eleggere la nuova squadra il quinto Congresso regionale della Slp Umbria, che si è tenuto il 21 aprile al Relais Borgo Brufa, al quale hanno preso parte il segretario generale nazionale Slp Cisl Mario Petitto, il segretario generale regionale Cisl Umbria Ulderico Sbarra e il segretario generale regionale Slp Cisl Umbria uscente Umberto Pocceschi, già segretario generale territoriale Slp Cisl di Perugia. “Ringrazio Umberto Pocceschi –ha dichiarato il segretario Narcisi- per l’importante lavoro svolto nei suoi tre mandati consecutivi. Il mio contributo si porrà sulla scia del suo lavoro, nella certezza della qualità del suo lavoro, dei notevoli risultati in termini di proselitismo, elezioni Rsu, risoluzioni di questioni territoriali. Ci attende –ha dichiarato il nuovo segretario generale regionale Slp Cisl- un impegno per dare risposte alla liberalizzazione del mercato: grazie all’impegno dimostrato fino ad ora dai lavoratori, che ha permesso un radicale cambiamento delle poste, si è potuto rispondere alle esigenze del mercato e della clientela, coniugando gli interessi dei lavoratori e dell’Azienda”. Il segretario uscente Umberto Pocceschi, all’interrogativo su quali fossero le strade percorribili per uscire dalla crisi strutturale del mercato postale, ha ribadito tre elementi essenziali: innovazione del prodotto, una risposta positiva alla dinamica della domanda e processi di internazionalizzazione. “Nell’attuale situazione di crisi che stiamo attraversando due sono le priorità del nostro sindacato –ha spiegato Pocceschi- la centralità del lavoro e il primato della contrattazione”. Ad essere stato ribadito il secco “no” della Slp nei confronti della privatizzazione dell’Azienda. “Siamo pronti a discutere tutte le opinioni, ma siamo altrettanto fermi su una condizione, che consideriamo irrinunciabile: qualsiasi ipotesi di frammentazione dell’Azienda troverà la nostra ferma opposizione”. “Oggi la crisi in Umbria –ha dichiarato il segretario generale regionale Cisl Umbria Ulderico Sbarra- interessa 15 mila lavoratori che sono in Cig, molti –ha poi precisato- sfuggono alle statistiche e analisi economiche in quanto occupati con contratto atipico o, peggio ancora, a nero. La categoria delle Poste –ha affermato Sbarra- da “buoni pretoriani”, ha confermato le posizioni della Cisl e il consenso dei lavoratori in momenti di scontro duro. Siamo consapevoli –ha poi proseguito Sbarra- che in questo momento di forte crisi economica e internazionale dovranno essere riscritte le regole del capitalismo. La Cisl lotterà affinché queste non siano redatte nuovamente da coloro che detengono il potere economico e dell’informazione. Il futuro e, con esso, le nuove regole dovranno essere riscritti con coraggio di tutti, mettendo in discussione anche alcune certezze, proprio come abbiamo fatto con il nuovo modello contrattuale. Il nostro senso di responsabilità ci ha imposto di sedere al tavolo delle trattative, di contrattare e di firmare un accordo che ha migliorato la condizione dei lavoratori, che noi rappresentiamo. La Cisl non si presta a strumentalizzazioni, non ricerca un ruolo politico o peggio ancora non cerca di risolvere questioni interne sacrificando i propri iscritti: è un soggetto sociale e riformatore”. Sbarra ha spiegato che “nella società attuale la centralità è costituita da molteplici soggetti, portatori di interessi particolari: tra questi gli anziani, i giovani, le donne, gli immigrati e le persone portatrici di handicap. Il fatto che manchino servizi –ha precisato- rende il lavoro della donna e la sua realizzazione professionale di più difficile attuazione. Per questo non dobbiamo permettere che i tagli dal Governo centrale inducano alla riduzione dell’erogazione dei servizi esistenti o all’aumento delle tasse o tariffe. Per questo la Cisl invoca la riduzione degli sprechi della politica, ma anche una serrata lotta all’evasione e all’elusione fiscale attraverso un’azione di prossimità dei comuni. Per quest’anno –ha poi concluso Sbarra- con la Regione e i Comuni è stato firmato un accordo di invarianza fiscale. Questa, se non saranno recuperate le risorse attraverso le strade indicate dalla Cisl, non sarà riconfermata anche per il 2010: a pagare la mancanza di coraggio di alcune indispensabili e scomode scelte, quindi, saranno i soliti noti: i lavoratori dipendenti e i pensionati”. Condividi