PERUGIA - Sarà presente anche l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Stefano Vinti, all’inaugurazione della Torre del Molino della Catasta a Ponte Felcino-Perugia, in programma per domani 22 giugno, alle ore 11. L’iniziativa rientra nell’ambito delle celebrazioni organizzate in occasione del “XX Giugno”.

“La Torre del Molino – ha ricordato Vinti - rappresenta un importante edificio storico posto a pochi metri dall’alveo del Tevere, all’interno del Bosco Didattico di Ponte Felcino, già oggetto di attività educativa ambientale. Il Comune di Perugia per il recupero dell’immobile ha potuto contare su un contributo di risorse da parte della Regione Umbria di 350 mila euro per i lavori del primo stralcio e concesso in seguito ad una deliberazione della giunta regionale nel 2004. Mentre nel 2009 – prosegue Vinti - è stato presentato alla Regione un ‘progetto definitivo’ per l’adeguamento funzionale di due piani della Torre, per un importo complessivo di 250 mila euro. Con il Piano annuale delle OOPP per il 2009 è stato concesso dalla Regione il contributo di 150 mila euro, comprensivo di 90 mila precedentemente concessi e non utilizzati per il recupero della Torre di Pretola. Con una determinazione dirigenziale nel 2010 è stato liquidato al Comune il 50 per cento del contributo assegnato con il Piano 2009, pari a 75 mila euro”.
Il progetto definitivo prevedeva principalmente la realizzazione degli intonaci, dove mancanti, la posa in opera di soglie e davanzali, la creazione di scala interna tra il piano primo ed il secondo piano, una scala retrattile tra il piano secondo e la terrazza di copertura, la realizzazione di servizi al primo piano, l’impianto di riscaldamento a pavimento, la realizzazione di un pavimento in cotto, l’impianto elettrico, la tinteggiatura.

La Torre, costruita intorno al 1300, si trova lungo il canale artificiale del Tevere che parte dalla chiusa della centrale idroelettrica di Villa Pitignano ed arriva a Ponte Felcino e nel medioevo era utilizzata per la macinazione del grano e come granaio. In origine e fino al 1878, la proprietà era del Collegio della Mercanzia, poi passò a Lucio Bonucci che aggiunse alla Torre due edifici e la trasformò in centrale idroelettrica per il Lanificio di Ponte Felcino nel 1930.

All’interno sono affisse quattro targhe in marmo che testimoniano il livello di massima piena raggiunto dal Tevere negli anni 1896 e 1944 e prima ancora nel 1597 e forse nel 1335. L’immobile si compone di quattro corpi di fabbrica ben distinti: la Torre vera e propria è composta da quattro piani, per un’altezza totale di circa 18 metri, realizzati in pietra arenaria che risultava particolarmente sfaldata dagli agenti atmosferici prima di un restauro che le ha conferito ottime condizioni statiche ed estetiche (primo stralcio dei lavori eseguito dal settembre 2006); un “corpo ingresso” precedentemente utilizzato in parte come ingresso alla centrale (ad un piano), ed in parte come abitazione e anche questo restaurato con il primo stralcio; un “corpo turbine” posto a cavallo del canale, che era la vera centrale idroelettrica costruita negli anni 30 con struttura in cemento armato (non restaurato con il primo stralcio); un “corpo uffici” con due piani fuori terra precedentemente destinato ad abitazione (non restaurato con il primo stralcio.
 

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