Di Ciuenlai - La strategia dell’aggiungi un posto a tavola non muore mai. Solo che nel cosiddetto centrosinistra siamo arrivati ormai a raschiare il fondo.

Dunque, nel tempo, all’alleanza Pci – Psi si  sono aggiunti i repubblicani, i laburisti , qualche liberale e i cristiano sociali (cosa 2), democratici all’americana (Prodi),  parte dei popolari (Marini, Franceschini e soci), democristiani fradici (Mastella) e poi ultimamente neoconservatori incalliti spacciati per sinistra moderna (Renzi),  trasfughi del centrodestra  (Casini) ,  liberisti rappresentanti del pensiero unico (Monti, Calenda, Paduan …) personaggi definiti civici (ma che spesso risultano invece ben legati a correnti del Pd) e qualche passante di strada aggregato alla causa, tanto per essere in linea con l’obbiettivo di questa strategia; fare numero.

Questa linea ha due varianti : Quella Veltroniana che tende a mettere tutta questa folla di sigle e di personaggi in un solo contenitore (il Pd dove tutti litigano con tutti) e quella Dalemiana che invece mira ad aggregare tutte le entità attorno ad un nucleo forte (sempre il Pd che litiga con tutti).

Il collant è sempre quello : opporsi ad una destra definita “pericolosa” per la democrazia e per il paese unendo tutte le forze “realmente democratiche”. Da 25 anni viene decantata questa situazione di emergenza prima con Berlusconi e, ultimamente, con Salvini. Però  la storia ci mostra che aggiungere soggetti non significa aumentare i voti. Una tale alleanza, sulla carte, dovrebbe far  cappotto, invece….. un pezzo alla volta si è smontata e adesso vale poco più o poco meno del  25%.

E a forza di gridare al lupo al lupo, il lupo nero  è arrivato davvero. Solo che , continuando ad aggiungere ceto politico, senza aver mai avuto un progetto alternativo di società, un radicamento reale tra la gente e aver pasturato solo l’alternanza nella gestione del pensiero unico liberista, si scopre che, ci si è mangiati tutto, e non c’è rimasto più nulla da incorporare, neanche Berlusconi che è stato letteralmente fagocitato dalla Lega.

Nasce da qui l’improvviso interesse verso il M5s. Numeri alla mano è considerata l’ultima spiaggia per poter tornare competitivi sia a livello nazionale che locale. Ma se a Roma le cose si muovono, in periferia la novità non è ancora arrivata. Nella mia regione, l’Umbria, qualcuno a sinistra sta tentando di porre il problema.

La difficoltà sta però nel fatto che il nucleo centrale dell’alleanza non potrebbe essere ancora il Pd.  Primo perché è il responsabile di questo disastro, secondo perché ci vuole un’anima che produca un progetto alternativo. Cosa che i democratici non sono in grado di fare per le implicazioni avute in 15 anni di cattiva gestione della Regione (cosa che continuano, incredibilmente,  a non ammettere).  Solo accettando di fare  non un passo ma un kilometro indietro, la coalizione “democratica” potrebbe tornare ad essere veramente competitiva e approfittare delle difficoltà di Salvini.

E in questo quadro la candidatura di Fora e il contorno delle alleanze previste non  sono, a mio modo di vedere, assolutamente adeguate. Intanto, un altro uomo di apparato spacciato da civico? Ma  Giubilei a Perugia non è bastato?. Dai, non si diventa presidente della “Cooperazione bianca” se non si è vicini alle più influenti organizzazioni e nomenclature del mondo cattolico.  Per carità, può essere ritenuto un nome  valido, ma è una candidatura perfettamente funzionale alle anime del centrosinistra. Non è un uomo di partito, ma non è un civico.  

Sono contrario alle primarie, ma in una situazione drammatica come questa sono l’unico mezzo per rimettere in moto un processo minimo di partecipazione diretta alle scelte. Serve una legittimazione popolare del candidato, ma soprattutto del progetto. Un  confronto tra le varie anime di una coalizione “repubblicana” al quale devono essere chiamati a partecipare anche i 5 stelle. Come ho dimostrato , facendo la storia del centrosinistra, si sta sbagliando di nuovo metodo. Gli accordi di vertice , invece di portare voti , li tolgono.  E avere come unico  programma le disgrazie future di Salvini non è molto. Può funzionare una volta , ma tra 5 anni siamo capo a 12.

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