Il disegno di legge della Giunta regionale sul riordino del sistema sanitario continua ad essere al centro dei lavori della Prima Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Oliviero Dottorini. La seduta odierna è stata dedicata alla discussione generale del provvedimento con un alternarsi di interventi da parte dei consiglieri Luca Barberini, Renato Locchi (Pd), Massimo Monni (Pdl), Franco Zaffini (Fare Italia) e Sandra Monacelli (Udc). A cui hanno fatto seguito le spiegazioni dell'assessore e del direttore regionale alla sanità, Franco Tomassoni ed Emilio Duca.

 

Durante i lavori sono state dunque affrontate le conseguenze del decreto Balduzzi e dei decreto di razionalizzazione della spesa sulla riforma sanitaria in discussione, un aspetto che secondo Barberini, Zaffini e Monacelli andrebbe ben approfondito prima di procedere con l'approvazione del disegno di legge. Inoltre, per Barberini - ma su questo l'assessore ha ipotizzato un intervento emendativo della Giunta - andrebbero chiariti e delimitati i compiti del Comitato di indirizzo dell'Azienda ospedaliero universitaria. Per Monni è necessario che la Commissione prenda visione della bozza di Convenzione Regione–Università e comprendere bene se ci sono divergenze sostanziali tra la riforma regionale e il decreto Balduzzi.

 

Una difformità che però secondo il direttore Duca sarebbe legata soltanto ad aspetti tecnici e alla questione del Comitato di direzione. Locchi ha chiesto di chiarire quali tagli al fondo sanitario l'Umbria dovrà subire e quali risparmi sono previsti con il riordino e le misure di razionalizzazione: il quadro economico sarebbe però caratterizzato, secondo l'assessore Tomassoni, da una effettiva situazione di incertezza, legata ai continui interventi governativi, sia in materia di sanità che di tagli alla spesa, con la ripartizione del fondo nazionale, relativa all'anno in corso, che non sarebbe stata ancora definita. Inoltre ai tagli già stabiliti dal Governo precedente si sommerebbero le misure di spending review dell'Esecutivo Monti, che prevedono misure compensative la cui effettiva efficacia non facilmente stimabile ma che dovrebbe assestarsi, a regime (cioè dal 2015) intorno ai 20 milioni di euro all'anno.

 

Un risultato che verrebbe conseguito con la riduzione del numero delle Aziende, il blocco del turn over, la razionalizzazione dei punti nascita, la diversa gestione del fondo assicurativo regionale, la rivisitazione della rete dell'emergenza, l'unificazione dei magazzini di approvvigionamento e il riordino di servizi e strutture sanitarie. Nonostante i continui interventi governativi, secondo l'assessore sarebbe comunque necessario andare avanti col processo di riforma in atto, non potendo l'Umbria rimanere ferma in attesa degli interventi nazionali.
Monacelli e Zaffini hanno infine rimarcato l'importanza di spiegare in modo puntuale come sarà gestita la razionalizzazione della rete ospedaliera nei territori, un aspetto determinante nell'ambito della riduzione della spesa sanitaria.

Il presidente Dottorini ha infine ricordato che nella seduta di mercoledì 17 ottobre verranno discussi gli emendamenti presentati dai gruppi consiliari e dalla Giunta (per la cui presentazione è stata fissato il termine del 12 ottobre) ed anche le proposte di ordine del giorno relative alla delibera dell'Esecutivo di Palazzo Donini “Misure di riordino e razionalizzazione dei servizi del sistema sanitario regionale”.

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