di Quinto Sertorio

PERUGIA – Con la revoca dello sciopero generale contro lo smantellamento dell’articolo 18 dei lavoratori, la Cgil della Cammuso, diventa complice del Governo Monti, ne più ne meno, che i due sindacati gialli, Cisl e Uil.

E come dice Rinaldini: “in questi mesi il governo ha utilizzato la crisi per ridisegnare l’intero assetto sociale del nostro Paese, il sistema previdenziale, precarietà, articolo 18 e tutela del lavoro e ammortizzatori sociali, nell’assenza di una reale iniziativa di contrasto da parte della Cgil, a differenza di ciò che accade negli altri paese europei.
…In questo modo si è consegnato alla mediazione tra le forze politiche la definizione di questioni sociali che avranno un effetto devastante nulla condizione di lavoro e di vita di milioni di lavoratori, precari e pensionati”.
La Cgil è ormai uguale a Cisl e Uil, un sindacato dentro l’ideologia del liberismo, che come è noto non prevede diritti per il lavoro o molto residuali, che non prevede lo stato sociale ma qualche elemosina.

In questa “crisi costituente” la Cgil ha saltato il fosso, è entrata nel recinto del liberismo. Amen.
Ma la lotta di classe non si ferma e qualcuno dovrà pur organizzare il lavoro nella sua lotta contro il profitto e le rendite.
 

 

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