Prima degli impianti occorre la biomassa

di Claudio Santi*
PERUGIA - L’insediamento di impianti di produzione di energia, anche se da fonti rinnovabili, deve avvenire nel pieno rispetto dell’ambiente in cui si realizza ed essere funzionale agli interessi della comunità che li ospita. Non siamo contrari a priori all’utilizzo delle biomasse soprattutto attraverso impianti di ultima generazione, ma occorre fare sempre molta attenzione alla reale sostenibilità del progetto ed evitare che, in nome della green economy, cittadini e ambiente diventino vittime di azioni speculative finalizzate unicamente ad intascare facili incentivi statali.
L’idea, che leggiamo, di realizzare tre impianti a biomasse lungo l’asta del fiume Tevere tra Ponte Valleceppi e Ponte Pattoli, ai quali si somma l’impianto di San Martino in Campo, ci preoccupa proprio perché appare inconsistente l’idea di alimentare quasi 4mila kilowatt, attuando il modello della filiera corta, in una zona in cui si intrecciano numerosi centri abitati a ridosso dell’area fluviale del Tevere. Ci chiediamo quale si pensa dovrà essere la provenienza delle biomasse utilizzate in tali impianti, anche se l’ubicazione a ridosso della dorsale E-45 sembra avvalorare il sospetto di una produzione remota e un approvvigionamento attraverso trasporto su gomma.
In aggiunta a questo riteniamo doveroso osservare come soprattutto il territorio di Ponte Valleceppi abbia già pagato sufficientemente in termini ambientali, basti ricordare la lunga lotta dei comitati locali contro la Distilleria di Lorenzo e il recente sequestro, da parte dei Noe dei Carabinieri di Perugia, dell’area di stoccaggio della distilleria e di un campo attiguo, dove venivano smaltiti i rifiuti. L’Italia dei Valori ancora una volta sarà a fianco dei cittadini e dei loro comitati poiché ancora una volta assistiamo ad una macroscopica mancanza di trasparenza e partecipazione nella pianificazione territoriale e strategica. Il Tevere ha bisogno di essere dichiarato Parco Fluviale ed essere protetto sulla base di rigorosi vincoli ambientali che limitino la libertà di azioni inadeguate e guidate da interessi unicamente speculativi.
*Dipartimento Ambiente territorio e infrastrutture, Idv Umbria




Martedì
19/06/12
21:55
Condivido totalmente il timore di Santi. Continuiamo a farci del male, con il valido aiuto dei politici che ci governano!! Come se avessimo bisogno di questo tipo di aiuto!