Monti è Senatore a vita, pensa che monotonia

PERUGIA - Ci pensate che monotonia, avere un futuro come Monti Senatore a vita?
Lui non dovrà attendere come migliaia di precari che un'agenzia interinale lo chiami una volta ogni 6 mesi per incredibili acrobazie nel mondo del lavoro.
Lui non dovrà utilizzare la potenza della creatività per capire come arrivare a fine mese.
Lui non assaporerà l'ebrezza del ricatto del padrone quando ti minaccia di non rinnovarti il contratto.
Lui non dovrà mai inventarsi fughe e nascondigli per evitare d'incontrare il padrone di casa che vuole l'affitto.
Lui non conoscerà mai il sapore della sfida di famiglie che saltano nella crisi, di progetti di vita impossibili.
Monti è condannato alla monotonia, noi ad assaporare la potenza creativa delle precarietà.
Che culo! eh?





Venerdì
03/02/12
10:29
La sua non è una battuta come la si vuol far passare,ma è l'autentico pensiero di molti superburocrati,professori,politici, che mai hanno dovuto cambiare forzatamente attività (magari emigrando) e che quindi non riescono a capire le difficoltà degli altri. Ad esempio uno come Martone che esperienza di vita diffficoltosa può avere per comprendere quella difficile di altri !
Venerdì
03/02/12
12:37
I grandi professori non hanno capito che i giovani sono una risorsa e non un peso.
Sabato
04/02/12
21:13
La frase di Monti va presa in senso letterale per quello che é.
Non bisognerebbe attribuirci valenze generali.
Per Monti, in effetti, sarebbe monotono fare lo stesso lavoro nello stesso posto per una vita intera. Monti é persona intelligente e colta, può permettersi di scegliere il lavoro che più gli piace.
Resta il fatto che la considerazione da lui fatta é soggettiva e va rispettata come tutte le altre contrarie, ma che sottende ad un concetto importante.
Il lavoro non é solo fatica, ma anche divertimento e realizzazione di noi stessi. Per fare un lavoro gratificante bisognerebbe scoprire le proprie eccellenze e farle diventare il nostro lavoro(in questo la scuola ha delle colpe perché non aiuta i giovani a scoprirle)
Nessun bimbo gioca allo stesso gioco tutti i giorni!
Ecco il succo. Oggi il lavoro è inteso solo come possibilità di guadagno, quasi una fortuna che ti cade dal cielo. Il lavoro invece è la realizzazione della propria personalità. Chi sa fare un lavoro che ha mercato, è inevitabile che trova chi lo assume. E'solo questione di prezzo. E' chi fa un lavoro senza mercato che ovviamente non lo trova e quindi deve impararne un'altro che ha mercato, scegliendolo in sintonia con le sue predisposizioni naturali e la sua caratterialità.
I giovani non si devono meravigliare se non trovano un lavoro, qualora non sappiano farne alcuno.
Prima di cercare un lavoro devono quantomeno saperne fare uno.
Allora colgano ogni opportunità, a prescindere dalla retribuzione che viene offerta loro, per poter imparare e dimostrare quanto sanno fare. Non conosco imprenditore che non faccia di tutto per trattenere i dipendenti bravi.
Il problema della monotonia del lavoro allora diviene un problema degli imprenditori che vorrebbero tenersi a vita quelli bravi che invece vorranno cambiare.
Sabato
04/02/12
21:52
Ceci,ci sono migliaia di persone "intelligenti e colte" che però "non possono permettersi di scegliere il lavoro che più gli piace!
Sabato
04/02/12
22:59
Ci sono poi anche quelli nè intelligenti nè colti che grazie ai santi in Paradiso il posto fisso lo hanno trovato e non si annoiano affatto.
Domenica
05/02/12
15:24
Brava Patrizia,condivido e potrei farti una cinquantina di nomi!