di Armando Allegretti

PERUGIA - Al via da oggi il IV congresso regionale di Rifondazione Comunista. Un congresso dove la parola d’ordine è cambiamento, non solo perchè dopo 13 anni il “segretario storico” Stefano Vinti ha deciso di non ricandidarsi ma anche per i contenuti e le idee per il futuro.

Nell’affollata sala congressi del Park Hotel di Ponte San Giovanni all’ordine del giorno tanti punti e tante proposte. A partire dalla disastrosa situazione in cui versa il nostro Paese: “Il reddito di cento poveri vale quello di ciascuno dei 38 mila italiani più ricchi. E ci vuole la ricchezza di trecentomila poveri per uguagliare il patrimonio di uno dei dieci italiani più ricchi” ha esordito Stefano Vinti.

Fino ad arrivare alle disuguaglianze “Sono molto forti – continua Vinti - il 10% delle famiglie più ricche possiede quasi il 45% della ricchezza totale, mentre riceve il 27% del reddito. Il 50% delle famiglie più povere dispone di appena il 10% della ricchezza totale”.

Non basta indignarsi, occorre reagire. Vinti ha parlato di “un dato che grida vendetta, il sistema fiscale attuale preleva la maggior parte del reddito dai lavoratori e dagli ex lavoratori, lavoratori hanno pagato 74 miliardi in più e le imprese praticamente zero. Ecco perché non basta indignarsi”.

Disoccupazione alle stelle. “In Italia, secondo gli ultimi dati Istat il tasso di disoccupazione è salito al 10,2%, con un incremento del 2,2% su base annua. Ancora più preoccupante è la condizione che riguarda i giovani, tra i quali i disoccupati sono il 35,9% . Ai disoccupati ufficiali si aggiungono gli “inattivi disponibili”, coloro cioè che vorrebbero lavorare, ma hanno deciso di rinunciare alla ricerca di un impiego, perché sfiduciati e rassegnati, per l’Istat sono quasi 3 milioni”. Continua il segretario di Rifondazione Comunista.

La ricetta del Prc per uscire dalla crisi. Cifre che fanno rabbrividire, quelle indicate in apertura del IV Congresso regionale di Rifondazione Comunista, cifre che fanno riflettere e alle quali occorrerebbe dare una risposta. “Per superare la crisi - ha sottolineato Stefano Vinti - occorre sviluppare un pensiero più evoluto di quello che ha accompagnato, e vuole continuare a proteggere, il modello economico attuale, bisogna superare la logica quantitativa della produzione, usando criteri di valutazione innovativi: non investire per produrre di più, ma per produrre meglio, riducendo gli sprechi”.

L’opposizione al Governo Monti, figlio dell’era Berlusconi. Inutile ribadire la contrarietà del Prc al Governo Monti, più volte sottolineato nel corso del tempo ma vale ricordare sinteticamente “la manomissione all’articolo 18, la controriforma del sistema pensionistico e l’obbligo del pareggio di bilancio”. “Monti rappresenta un altro gravissimo tassello della destrutturazione dei diritti e della controriforma in atto del modello sociale. Il suo segno è complessivamente regressivo” – sottolinea Vinti.

Un salto di qualità. Maggiori consensi e l’ottimo risultato della manifestazione del 12 maggio a Roma permettono di tirare le somme con una maggiore serenità per il Partito. “Dal Congresso ad oggi abbiamo seguito una linea politica corretta che ha messo al centro l’opposizione al governo Monti, il tema della costruzione del partito sociale e delle lotte e l’unità a sinistra”. Ma non bisogna abbassare la guardia, bisogna individuare quali sono i terreni di sviluppo del lavoro politico.
“Difesa dell’articolo 18, sostituire l’IMU con la Patrimoniale, costruire un confronto largo con le forze della sinistra di alternativa e a livello di massa, creare posti di lavoro e istituire un reddito sociale”, questi i punti su cui battere secondo il segretario uscente Stefano Vinti.

L’Umbria, la crisi e l’“Italia di Mezzo”. “Rifondazione comunista dell'Umbria – sottolinea Vinti - è chiamata ad uno sforzo ulteriore di capacità di rinnovamento e di progetto politico, con la sinistra e dentro il centro sinistra soprattutto in Umbria, basti pensare alla drammatica situazione occupazionale della nostra regione: l’Umbria è la Regione con la media salariale più bassa d’Italia e la più bassa delle regioni del Centro-Nord. Ciò significa che i lavoratori umbri, a parità di lavoro guadagnano meno dei loro colleghi di tante altre parti del Paese. È necessario aprire una grande “Vertenza Umbria”. Raccogliamo l’appello lanciato dalla CGIL di mettere in campo una forte iniziativa che metta al centro il tema del lavoro e dell’occupazione”.
Importante anche “costruire una Costituente umbra dei Beni Comuni e del Lavoro. Un progetto politico di aggregazione di tutti coloro che ritengono i beni comuni e la liberazione del lavoro la strada attraverso cui superare la mercificazione delle cose e dei rapporti sociali – continua Vinti”.

L’obiettivo di un’accelerazione sulla costruzione dell’Italia mediana rimane una priorità: “Per le Regioni del Centro – ribadisce - diviene sempre più urgente e necessario fare sistema per mantenere il proprio modello sociale, un’alta qualità dei servizi, un tessuto produttivo dinamico, anche se pesantemente colpito dalla crisi, e per sfuggire alla micidiale tenaglia dei tagli”.

Costituente dei Beni Comuni e del Lavoro, reddito sociale e di cittadinanza, rafforzamento dell’Italia mediana, vertenza unitaria per la difesa del lavoro, dunque, gli obiettivi sui quali le forze della sinistra possono lavorare per “avviare il percorso verso la costruzione di un grande polo della Sinistra Umbra. Noi oggi rilanciamo con ancora più forza la sfida dell’unità, di un’unità possibile a sinistra, unità tra diversi, per essere efficaci e determinanti, oltre le divisioni e gli egoismi, oltre le legittime ma paralizzanti battaglie identitarie” - conclude il segretario Stefano Vinti.

 

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