Sulla presunta trattativa Stato - Mafia non possono esserci ombre. "Esprimo il pieno appoggio ad Ingroia e ai pubblici ministeri di Palermo – dichiara Paolo Ferrero, Segretario di rifondazione Comunista .- Non la magistratura, ma governo e maggioranza parlamentare stanno invadendo il campo diazione della magistratura, allargando il proprio potere e il proprio campo di intervento ben al di là delle regole costituzionali. L'idea che il governo Monti possa intervenire sulle intercettazioni – aggiunge Ferrero -significa una cosa sola: questo governo dei poteri forti è il governo dei lavori sporchi: distruggere ogni diritto e mettere al sicuro ogni potere - lecito ed illecito - in modo che poi la farsa del bipolarismo possa continuare, senza disturbare il manovratore. Mai". Lo Stesso Ingroia non stenta a ricordare quelli che, come Ferrero, sostengono l’attività dei Pm.
"Abbiamo avuto di recente conforto e sostegno nell'intervento del presidente emerito della Corte Costituzionale Zagrebelsky che è un profondo conoscitore del diritto e della Costituzione e che ci ha dato ragione". Per Ingroia dunque si è arrivati a questo punto: “Il Parlamento non ha legiferato – continua Ingroia - benché vent'anni fa si fosse registrato un caso di vuoto amministrativo. Di fronte a ciò - afferma il Pm – i magistrati altro non possono fare se non applicare la legge così com'è. La politica - conclude - ancora una volta è stata inerte". A sostenere Ingroia anche Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia alla Camera. ''Le mediazioni in politica sono necessarie - spiega – Sulla giustizia, e con Berlusconi come premier, esse erano spesso difficilissime. Oggi, per fortuna, quel clima di astio tra politica e magistratura è stato spazzato via e dunque non vedo alcun rischio di creare squilibri. Non c'è una guerra in atto tra la magistratura e la politica - dice a proposito delle intercettazioni al Colle - C'è una questione sicuramente delicata che sarà risolta dalla Corte costituzionale”.
Per Bongiorno quella della giustizia resta una ''ferita aperta'' per la politica perché ''è troppo tardi'' per intervenire su intercettazioni e non solo. ''L'errore è stato tutto del Pdl - spiega - che adesso ne dà pubblicamente atto: c'era un testo di compromesso Alfano-Bongiorno, che di sicuro non era perfetto ma che, se non altro, avrebbe posto rimedio a una serie di storture. Purtroppo, quel testo a Berlusconi non bastava''. Ora, aggiunge, ''reputo una priorità assoluta il ddl anti-corruzione e spero che Severino saprà trovare il modo per farlo votare al Senato. Per il resto i mesi a disposizione sono troppo pochi e temo che la nuova maggioranza possa raggiungere una sintesi su qualsiasi cosa, ma non sulla giustizi”.

Condividi