PERUGIA - Dalla stampa apprendiamo della nascita di un accordo politico ed elettorale tra il Partito Socialista dell'Umbria e la oramai fantomatica “Associazione per la sinistra - Enrico Berlinguer”. Fantomatica perchè per quanto attiene quest'ultima siamo certi che la famiglia del compianto Segretario sia informata della sua esistenza e dell'utilizzo del nome a fini non culturali, ma politici, del fatto che tra i suoi promotori ci siano “cossuttiani”, che come noto si sono sempre collocati all'opposizione dell'innovazione politica berlingueriana, e dell'accordo in essere con il Partito Socialista dell'Umbria, formazione che legittimamente non ha mai nascosto di essere erede della politica di Craxi. Se la famiglia del Segretario e l'Associazione Nazionale non fossero informate di tutto questo, non solo come segretario provinciale di Rifondazione comunista di Perugia, ma anche per la mia storia politico-culturale chiaramente testimoniata dal nome che orgogliosamente porto, sento l'obbligo politico e morale di provvedere al più presto per chiarire questa situazione davvero grottesca. Dico questo perchè ritengo intanto inammissibile utilizzare una forma associativa per tentare di ricostruirsi un posizionamento politico. E desta amarezza e stupore che a dichiarare "nasce la seconda forza in Regione", facendosi forza del nome di Berlinguer, sia il capogruppo del gruppo “Per l'Umbria Catiuscia Marini Presidente”, consigliere regionale eletto nel listino per la Federazione della Sinistra in quota PdCI e uscito subito dopo per fondare il suo bel gruppo consiliare monocratico. A proposito di questione morale rispetto alle elettrici e agli elettori che alle ultime regionali hanno dato fiducia alla Federazione della Sinistra!
Ora, lo dico con estrema chiarezza: il Partito Socialista dell'Umbria è una forza politica che a pieno titolo fa parte del centro-sinistra che governa Regione, Provincia e Comuni, ma visto che, sempre dalla stampa, si apprende che questo accordo sarà anche di natura elettorale Rifondazione comunista di Perugia chiede che nella riunione di coalizione di lunedì prossimo si chiarisca innanzitutto la natura della coalizione stessa perchè nessuno pensi, dopo essere stato responsabile di scissioni e di parassitismo politico, di poter rientrare in gioco guarda caso proprio in vista delle elezioni. Non solo. Occorrerà capire dalla coalizione stessa se in questa situazione sia più tollerabile che alcuni personaggi politici già delegittimati e allontanati dal proprio partito di provenienza possano continuare ad occupare posti di governo rappresentando poco più che se stessi a nome e per conto di un'associazione.
Stia tranquillo il segretario Regionale del Partito Socialista Potenza: per “snellire il quadro frammentato del centrosinistra" sarebbe stato intanto più che sufficiente non legittimare processi pseudopolitici come quelli di Carpinelli e compagnia.

Enrico Flamini
Segretario Provinciale Prc-FdS Perugia
 

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