di Quinto Sertorio

PERUGIA - Marchionne è contro la legge. La legge ancora per poco, stabilisce che non si può essere discriminati nel posto di lavoro. Per questo il 27 giugno prossimo questo Parlamento screditato moralmente e politicamente approverà il decreto sul lavoro, della prof.ssa Fornero, che abrogando l’articolo 18 relegherà questo pezzo importante di civiltà giuridica nel dimenticatoio.

Fino al 27 giugno ogni lavoratore può iscriversi al sindacato che vuole, alla faccia brutta, del sobrio migliorista Napolitano, della macellaia sociale Fornero, del Pd-Pdl-Udc cioè l’ignobile ammucchiata politica che sostiene il governo Monti, e Cisl e Uil che vogliono cancellare la Fiom.

La Cgil della Camuso, annulla lo sciopero generale a difesa dell’articolo 18 e con grande impeto annuncia la mobilitazione per il 26 e il 27 giugno. Ovviamente è tutta una ridicola farsa, far finta per far passare e non disturbare il Pd.

Se la politica va rifondata, questi sindacati che ne sono la propaggine, andrebbero citati per danni morali e materiali da parte dei lavoratori.

La “casta” del sindacato è uguale a quella della politica.
Gli unici che hanno vinto sono i metalmeccanici della Fiom che hanno imposto la riassunzione di 145 operai con le tessere del sindacato.

Una battaglia solitaria del sindacato di Landini, sostenuto solo da Rifondazione, Sel e Idv, con la Cgil che voleva a tutti i costi che firmasse la resa alla Fiat.
Oggi sciopero generale del sindacalismo indipendente, molto bene la Usb, che va incoraggiata e sostenuta. Ma ancora una volta manca la sponda di un soggetto politico a sinistra.
Ferrero, Vendola e Di Pietro si devono unire e fare una cosa simile a Syriza della Grecia.

Di queste cose Grillo non ne parla, intanto la giunta comunale di Parma, non ha ancora iniziato a lavorare ma è già in crisi, si è dimesso l’assessore all’urbanistica, è uno speculatore edilizio, ovviamente certe cose sul curriculum non si scrivono.
 

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