di Arm.Alle.

PERUGIA - La seduta odierna del Consiglio regionale con al primo punto dell'ordine del giorno la rielezione dell'ufficio di presidenza è cominciata stamattina alle 10.
La rielezione dell’ufficio di presidenza si è resa necessaria dopo le dimissioni dall'organismo dei due componenti in quota Pdl, Alfredo De Sio e Andrea Lignani, decise dopo l'arresto del vicepresidente del Consiglio regionale, Orfeo Goracci, nell'ambito dell'inchiesta della magistratura perugina che riguarda il periodo in cui lo stesso Goracci era sindaco di Gubbio.

Il capogruppo della Lega Nord, Gianluca Cirignoni, in apertura dei lavori ha chiesto al presidente dell'assemblea, Eros Brega (che nei mesi scorsi aveva ricevuto un avviso di garanzia per un'inchiesta della magistratura ternana) di dimettersi da presidente dell'assemblea prima della votazione odierna. “Altrimenti - ha detto Cirignoni - non parteciperò al voto”.

Stessa scelta, quella di non votare, annunciata anche da Sandra Monacelli, dell'Udc, che ha detto “quella che ci troviamo ad affrontare stamattina non è una situazione di routine, per la prima volta carabinieri e magistratura sono entrati negli uffici della Regione che non ha fatto sentire la sua voce quando ha dovuto”.

Come era nelle previsioni, il dibattito di stamattina si è sviluppato in un confronto sull'inchiesta della magistratura perugina che ha portato all'arresto di Orfeo Goracci, e sui suoi effetti politici sulla politica regionale.

Il capogruppo Pdl, Raffaele Nevi, ha detto che ''la vicenda Goracci è esemplare di come la sinistra umbra gestisce ovunque la pubblica amministrazione''. Lo stesso Nevi ha accusato la presidente della giunta, Catiuscia Marini, di volere “limitarsi a garantire che la bufera passi”.

Oliviero Dottorini, Idv, ha annunciato che non voterà per eleggere il successore di Goracci “ritenendo che proprio il consiglio regionale dovrebbe dare un segnale forte sul fronte della questione morale”. Dottorini è tornato quindi ad evidenziare la posizione di indagato del presidente dell'assemblea, Eros Brega.

Per il Prc, il capogruppo, Damiano Stufara, ha auspicato “chiarezza al più presto sui fatti di Gubbio, da dove, e non solo li', emerge malcostume e gestione del potere autoreferenziale”. Ricordato ancora una volta come “il Prc in questa vicenda ha preso decisioni sempre per salvaguardare l'istituzione consiglio”, e come già dal 5 novembre scorso il partiro abbia preso dei provvedimenti nei confronti di Orfeo Goracci. Infine ha chiesto all'aula “un sussulto di autorevolezza per affrontare le importanti priorità politiche che ci attendono. Quindi si deve riflettere se in Umbria esista una questione morale. Ma il problema non è chi farà il vicepresidente: si doveva, oggi, discutere di altro, e cioè del modello di governo e delle risposte da dare alla crisi”.

In conclusione, prima della pausa (il consiglio riprenderà alle 15:30 con la votazione) è stata la presidente della giunta regionale, Catiuscia Marini, a chiudere con il suo intervento il dibattito. “Non ho mai pensato che la magistratura svolga una funzione politica”, ha detto Marini, secondo la quale “il politico sottoposto ad indagine si deve difendere nel processo e non dal processo”. La presidente, inoltre ha invocato “un confronto sull'idea delle riforme, tenendo un pò di più la testa fuori dal Palazzo, per gestire questa fase di grande cambiamento”.
Sulla vicenda Goracci, la Marini si è detta “colpita dal fatto che carabinieri e magistrato siano entrati nel palazzo del consiglio regionale. Un gesto simbolico che colpisce i cittadini e che va raccolto, non mettendosi a disposizione di alchimie politiche ma rilanciando ed intensificando l'azione delle riforme”.
 

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