Donne Democratiche Umbria su voto amministrativo: nulla rappresentanza femminile

La Conferenza delle Donne Democratiche dell’Umbria, a seguito di un confronto aperto sull’esito delle elezioni amministrative e sulla prospettiva della rappresentanza femminile nei prossimi appuntamenti elettorali, ha inteso manifestare la propria preoccupazione e chiedere l’impegno consapevole e convinto del Partito Democratico, regionale e nazionale, a promuovere tutte le azioni partecipative che possano facilitare il coinvolgimento delle donne a livello politico e istituzionale.
E’ ferma convinzione delle Donne Democratiche che solo un potenziamento dei canali di dialogo e di partecipazione della società civile, in cui le donne sono spesso generose protagoniste, possa consentire al Partito Democratico e a tutto il Centro-Sinistra di costruire e mettere in atto quel progetto di rinnovamento, così necessario al Paese per risollevarsi dalla crisi attuale.
La Conferenza delle Donne ha quindi proposto all’Assemblea Regionale del Partito Democratico, riunitasi l’11 giugno, il seguente Ordine del Giorno, che è stato deliberato all’unanimità.
“La Conferenza Regionale delle Donne Democratiche dell’Umbria
Nell’accogliere le preoccupazioni espresse nel documento approvato dalla Direzione Nazionale lo scorso 8 giugno, in merito all’urgenza per il nostro Partito di recuperare dialogo con tutte le espressioni della società civile, anche attraverso l’allargamento delle forme di partecipazione e un atteggiamento generalmente inclusivo;
Evidenzia con preoccupazione come il più grave deficit di rapporto si manifesti nei confronti della componente femminile della società, testimoniato in modo macroscopico da una rappresentanza che da insufficiente, come è stata in passato, sta diventando pressoché nulla, come è accaduto nel corso delle recenti elezioni amministrative, in Umbria e altrove.
Questo è molto grave per due ordini di ragioni:
- È un problema di democrazia che la metà della popolazione, caratterizzata per genere, non trovi rappresentanza , né politica, né istituzionale;
- La cultura di genere è una delle culture fondative del Partito Democratico: non può essere relegata ai margini, pena la perdita dei valori fondanti del Partito stesso.
Per questo, sottolineando che la Conferenza delle Donne è un organismo statutario del Partito, chiediamo:
- Che l’Assemblea Regionale e Nazionale del Pd deliberino in favore dello svolgimento delle primarie per la scelta dei candidati al Parlamento, e ne fissino le regole e la data, tenendo conto della legge elettorale vigente;
- Che il Partito sia attivo nel promuovere la presenza e la eleggibilità delle donne nell’ambito delle primarie;
- Che la Conferenza delle Donne, ai diversi livelli territoriali, sia obbligatoriamente consultata e coinvolta nella definizione e nella promozione delle candidature femminili.




Martedì
12/06/12
23:33
E da tanto tempo che si chiede in tutte le istanze di rispettare la cultura di genere, promuovendo tavole rotonde esigendo protocolli e statuti.Ma secondo me una cosa e chiara, sino a che le donne non avranno la capacità di essere autonome nella gestione della componente femminile nei partiti e nella società,sino a quando la donna capirà di poter fare a meno della " benevolenza" dell'uomo per andare avanti, quando le donne non si riuniranno più in gruppi o comitati di donne per contare, ma sapranno dire io ci sono e voglio contare come te uomo alla pari, senza subordinazione. Allora la donna potrà dire di avere acquistato la cittadinanza che gli compete nella società Penso che quel momento se lo vogliamo veramente non è lontano.Basta con i forum delle donne,ghetti da dove scegliere la favorita del momento.