di Ciuenlai

CITTA' DI CASTELLO - Sembra farsi in salita la candidatura di Enrico Carloni come nuovo assessore del PD al Comune di Città di Castello. L’aria che tira ce la descrive un pezzo grosso dell’amministrazione altotiberina. “Carloni in Giunta? Dipende!”.

Non è una risposta generica ad una domanda precisa. E’ invece una lucida analisi della realtà. Carloni, è sostenuto dalla segreteria del partito, non ha un proprio gruppo di appoggio interno al Pd tifernate. Il “dipende” significa quindi che “se non fa qualche passo verso le principali componenti che hanno riscosso il maggior consenso allo scorso congresso, la sua candidatura è destinata alla bocciatura”. Bocciatura che altri dirigenti democratici “di grido” danno per scontata.

“Non mi piacciono gli incarichi piovuti dall’alto, senza investitura popolare – dice un autorevole esponente dei democratici altotiberini – E non mi piacciono soprattutto quelle di personaggi buoni per tutte le stagioni. Lo dico chiaro, Carloni è stato ad un passo dall’essere il candidato di Sel e Idv, alternativo a quello ufficiale del centrosinistra uscito dalle primarie. Non mi sembra corretto riproporlo al sindaco contro il quale voleva scendere in campo, in rotta di collisione con il suo partito”. Il segretario Gionatan Gatticchi sembra però insistere. Ma la sua è una scommessa ad alto rischio “ se dopo Bernicchi, viene “segato” anche Carloni, si pone più di un problema per la sua segreteria. Prima di fare nomi bisogna confrontarsi con tutti e trovare un solido accordo interno”.

E fu così che il segretario di tutti, all’improvviso, si scoprì figlio di nessuno.

 

 

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