"La crescita esponenziale sul territorio regionale delle fontanelle pubbliche di erogazione dell'acqua consente ai cittadini di beneficiare a basso costo di un bene prezioso riducendo sensibilmente la produzione di rifiuti, ma pone anche delle problematiche di tipo informativo sui controlli relativi alla qualità dell'acqua erogata e sull'accessibilità e trasparenza dei dati rilevati dai gestori”. Lo afferma il capogruppo regionale della Lega nord Gianluca Cirignoni.

Cirignoni annuncia di essere in procinto di presentare “un progetto di legge che mira ad obbligare i gestori a controlli supplementari sulla qualità dell'acqua erogata dalle fontanelle, garantendo la massima trasparenza dei dati relativi, che dovranno essere pubblicati nei siti internet istituzionali e resi disponibili ed aggiornati anche in ogni punto di erogazione. Alcune fontanelle pubbliche già operative e di prossima apertura – spiega - sono nate e nasceranno in zone che pur non essendo classificate ai sensi della legge come 'vulnerabili ai nitrati' vedono una forte presenza di questi temibili inquinanti. I nitrati sono responsabili di intossicazioni acute specie nei bambini e trasformandosi in nitriti dopo l'assunzione hanno effetti cancerogeni per l'uomo, tanto che l'associazione italiana ricerca sul cancro consiglia di consumare acqua priva di nitrati o con bassissime quantità degli stessi, così come l'organizzazione mondiale della sanità che consiglia 5mg/lt”.

Il consigliere regionale evidenzia che “in Alto Tevere ci sono acquedotti, come quello di Citerna e San Giustino, che hanno concentrazioni superiori a 25/30 mg/lt, quando la media delle acque minerali che si trovano in commercio è 10 volte inferiore, così come la fontanella gestita da Umbra acque a Cannara eroga acqua con nitrati pari a 23 mg/lt. Per tutelare ed informare i cittadini – aggiunge Cirignoni - abbiamo inoltrato all'assessore competente una interrogazione al fine di conoscere per iscritto se e quali azioni sono compiute dai gestori al fine di ridurre il livello di nitrati presenti nell'acqua erogata da alcune fontanelle realizzate ed in corso di realizzazione in zone che, pur non essendo state classificate 'vulnerabili ai nitrati' in quanto per legge in Italia il limite tollerato è di 50mg/lt, hanno comunque indici 10 o 15 volte superiori alle acque minerali in commercio e a quelli di altre zone della regione. Con il nostro atto – conclude - chiediamo inoltre di conoscere le motivazioni per le quali, proprio relativamente a zone con elevati livelli di nitrati disciolti nell'acqua, sul sito istituzionale www.lacquachebevo.it, gestito dalla Regione in collaborazione con Arpa Asl e gestori, non sono disponibili i dati delle analisi obbligatorie eseguite ultimamente”.

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