PERUGIA – Come avevamo annunciato, si sono celebrati oggi i funerali di Maria Raffaelli e Sergio Coscia, madre figlio uccisi nell’aprile scorso da una banda di balordi albanesi in cerca dell’oro che presumevano fosse custodito nella casa, visto che Sergio era di professione orafo, sia pure in pensione.
Il rito, celebrato dal parroco don Franco Bucarini e dall’arcivescovo di Perugia mons. Gualtiero Bassetti, si è svolto nella chiesa di Cenerente a quattro mesi di distanza dalla loro uccisione, essendo stato concesso solo ieri il nullaosta necessario alla sepoltura da parte dell’autorità giudiziaria. Una chiesa gremita di amici e parenti venuti a dare un ultimo saluto alle due vittime di tanta ferocia. Assenti, invece, i rappresentanti delle istituzioni, se si fa eccezione al vice sindaco Arcudi che ha assistito in disparte alle esequie. Assenti anche i rappresentanti delle forze dell’ordine.
I sentimenti di tutti sono stati ben espressi davanti alle due bare da mons. Bassetti, che ha parlato di “senso di impotenza e di rabbia che scaturisce dalla domanda: perché accade questo Signore? Perché c’è il peccato originale e c’è il libero arbitrio? Perché la vittima non sceglie di essere tale, il carnefice sì”. Ma “Se non si rispetta la vita – ha aggiunto -, nulla ha più valore”. Poi ha ringraziato le forze dell’ordine “che hanno assicurato i colpevoli alla giustizia spazzando via i dubbi sull’intera comunità e sui familiari”.

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