PERUGIA – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato il disegno di legge che modifica il Testo unico in materia di sanità e servizi sociali (legge regionale ‘11/2015’) con 11 voti favorevoli da parte dei consiglieri di maggioranza, l’astensione di Squarta (Fdi), Morroni (FI) e Ricci (misto-Rp/Ic) e i 5 voti contrari espressi da De Vincenzi (misto-Umbria next), Fiorini e Mancini (Lega), Liberati e Carbonari (M5s).

Si tratta di modifiche che riguardano la nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie che, in adeguamento al decreto legislativo “171/2016” dovranno essere selezionati da un elenco nazionale, vi saranno poi due distinti elenchi per la nomina dei futuri direttori sanitari e amministrativi delle aziende umbre con una valutazione delle competenze degli aspiranti candidati; della istituzione della figura dell’assistente di studio odontoiatrico; di modifiche sui contratti di formazione stipulati per posti aggiuntivi nelle scuole universitarie di specializzazione della Regione, che comporteranno clausole per favorire la permanenza dei professionisti in formazione nelle strutture e negli enti del Servizio Sanitario regionale, di una riforma di tutto il settore delle attività funerarie e cimiteriali e di norme per il benessere degli animali d’affezione.

“Con il disegno di legge – ha detto il relatore Attilio Solinas, presidente della Commissione sanità dell’Assemblea legislativa – si adeguano le procedure di NOMINA DEI DIRETTORI GENERALI, DEI DIRETTORI SANITARI E DEI DIRETTORI AMMINISTRATIVI DELLE AZIENDE SANITARIE regionali al decreto legislativo ‘171/2016’, che ha soppresso gli elenchi regionali dei candidati idonei alla nomina di direttore generale e ha istituito, presso il Ministero della salute, un ELENCO NAZIONALE DEI SOGGETTI IDONEI alla nomina di direttore generale, aggiornato con cadenza biennale e costituito previo avviso pubblico e selezione per titoli effettuata da una commissione nazionale. La Regione, con apposito avviso pubblico pubblicato sul sito internet istituzionale della Regione, rende noto l'incarico che intende attribuire, ai fini della manifestazione di interesse da parte dei soggetti iscritti nell'elenco nazionale. Al fine di dare attuazione alla normativa statale, il disegno di legge introduce nel testo unico sanità l'articolo 36-bis, che istituisce gli ELENCHI REGIONALI DEI SOGGETTI IDONEI ALLA NOMINA DI DIRETTORE AMMINISTRATIVO E DI DIRETTORE SANITARIO delle aziende sanitarie regionali e prevede che, fino all'emanazione dell'Accordo in sede di Conferenza Stato-regioni, la Giunta regionale disciplini, con proprio atto, nel rispetto del decreto legislativo 171, le modalità per l’inserimento negli elenchi, nonché i contenuti degli avvisi pubblici finalizzati alla costituzione degli elenchi medesimi ed al loro aggiornamento. Con emendamento approvato in Commissione è stato inoltre previsto che, ai fini dell'inserimento negli elenchi di idonei alla nomina di direttore amministrativo e di direttore sanitario ed in analogia a quanto previsto per i direttori generali, ai candidati è richiesto il possesso dell'attestato di formazione manageriale in materia di sanità pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria  relativo al profilo da ricoprire. Il ddl modifica, inoltre, l'articolo 31 del Testo unico, relativo alla nomina del direttore generale dell'azienda ospedaliero-universitaria, specificando che lo stesso è scelto tra gli iscritti all'elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale, con le procedure e le modalità previste dal decreto legislativo 171, ferma restando l'intesa della Regione con il Rettore dell'Università degli Studi di Perugia”.

“Si interviene inoltre nella formazione in sanità – ha aggiunto il relatore - disciplinando la figura dell’operatore socio-sanitario, istituendo la figura dell’assistente di studio odontoiatrico, e dettando disposizioni in merito ai contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali, stipulati dai medici all'atto dell'iscrizione alle scuole universitarie di specializzazione. Si tratta di CONTRATTI DI FORMAZIONE STIPULATI PER POSTI AGGIUNTIVI presso le scuole universitarie di specializzazione della Regione finanziati con risorse regionali, che si aggiungono a quelli finanziati dallo Stato. La stessa normativa statale prevede la possibilità di attivare contratti di formazione specialistica finanziati dalle Regioni in aggiunta ai contratti finanziati dallo Stato, al fine di colmare, ove possibile, il divario tra fabbisogni di medici specialisti da formare e numero dei contratti di formazione statali. Il ddl, al fine di favorire la permanenza dei professionisti in formazione nelle strutture e negli enti del Servizio Sanitario regionale, prevede che il medico specializzando assegnatario di un posto aggiuntivo regionale sottoscriva apposite clausole”.

“La Giunta interviene con un articolato e complesso intervento legislativo sulle ATTIVITÀ FUNERARIE E CIMITERIALI – ha sottolineato Solinas - idoneo ad affrontare una materia che attiene ad un servizio essenziale e rilevante per la nostra società, al fine di garantire la parità di trattamento dei cittadini umbri nonché di venire incontro alle istanze provenienti dai congiunti delle persone decedute ai quali devono essere assicurate nuove e più idonee opportunità per curare adeguatamente e senza eccessive difficoltà l’ossequio e il commiato ai propri defunti. Il disegno di legge raccoglie le diverse esigenze in un contesto legislativo capace di fornire a tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel settore un quadro di riferimento certo, condiviso ed unico sull’intero territorio regionale, ciò anche grazie all'attiva partecipazione di tutti i rappresentanti delle imprese funebri che in sede di audizione hanno apportato preziosi ed interessanti contributi che sono stati attentamente valutati dalla Commissione assembleare competente nel corso dell'esame dell'atto n. 1374 presentato dal sottoscritto. Devo prendere atto che gran parte dei contributi e dei punti fondamentali dell'atto sono confluiti nella stesura del disegno di legge. L'articolato prevede quali siano le competenze dei diversi livelli di amministrazione pubblica, attribuendo alla Regione il compito di coordinamento, programmazione, indirizzo e vigilanza, nonché interviene anche sulla delicata questione relativa allo svolgimento delle attività funebri, al fine di evitare possibili commistioni e alterazioni di mercato tra tali attività e quelle pubblicistiche. Interviene quindi sulle distorsioni concorrenziali in danno dei consumatori quando un operatore funebre svolge anche servizi di interesse pubblico, come la gestione dei cimiteri o delle camere mortuarie all'interno degli ospedali e delle aree cimiteriali. E' infatti evidente che la presenza di imprese funebri all'interno di tali strutture pubbliche è suscettibile di determinare una situazione di vantaggio competitivo a favore dell'impresa stessa consentendole un accesso privilegiato alla clientela. A tale scopo sono state inserite disposizioni che prevedono divieti ed incompatibilità, quali l'incompatibilità della gestione dei cimiteri con l'attività funebre, il divieto di esercizio delle attività di disbrigo delle pratiche funebri all'interno di strutture sanitarie e socio-sanitarie, obitoriali e cimiteriali. Altro elemento di novità è la previsione di norme tese a far fronte al problema della saturazione dei cimiteri, valorizzando l'utilizzo di tecniche, come quella dei loculi aerati, che favoriscono i processi di mineralizzazione delle salme tali da garantire la scheletrizzazione naturale dei cadaveri in tempi inferiori ai 10 anni e la conseguente rotazione decennale. Il disegno di legge si prefigge lo scopo di dare organicità e certezza di riferimento ad importanti aspetti della materia, quali: le funzioni attribuite alla Regione e ai Comuni; la formazione degli operatori necrofori con l'istituzione del Sistema regionale per la formazione e l'aggiornamento professionale degli operatori delle imprese; l'istituzione dell'Elenco regionale delle imprese funebri autorizzate; la definizione di attività funebre, autorizzazioni, requisiti delle imprese funebri e relativi divieti ed incompatibilità; gli adempimenti e i trattamenti conseguenti alla morte; la definizione e i requisiti delle strutture destinate al commiato; autorizzazioni, responsabilità e modalità di esecuzione del trasporto funebre; le innovazioni in ambito cimiteriale quali la costruzione di loculi aerati; le indicazioni per la costruzione e la gestione degli impianti crematori; le nuove disposizioni in tema di cremazione e destinazione delle ceneri; infine gli aspetti sanzionatori e transitori, nonché le norme regolamentari attuative adottate dalla Giunta regionale che dovrà disciplinare anche i contenuti e le modalità attuative del Sistema regionale per la formazione e l'aggiornamento professionale degli operatori delle imprese funebri”.

EMENDAMENTI
Oltre al testo predisposto dalla Giunta, l’Aula ha votato alcuni emendamenti integrativi. A firma di Andrea Smacchi (Pd) introdotte misure di SOSTEGNO AI GENITORI SEPARATI in difficoltà economica per corrispondere l’assegno al coniuge o rimasti senza casa; previste reti di assistenza sul territorio, politiche abitative idonee ad assicurare alloggi a canone contenuto per i genitori separati e stanziati i risparmi derivanti dalla riduzione temporanea dell’assegno vitalizio (legge regionale ‘3/2018’). Questo emendamento ha raccolto un consenso più ampio, incassando il voto favorevole anche da Lega, 5Stelle e Fratelli d’Italia. L’assessorato alla salute ha introdotto modifiche riguardanti le farmacie e le indennità annue loro attribuite, prevedendo maggiori risorse dalla Regione per le FARMACIE RURALI, con il consenso anche di Lega e 5 stelle. Sempre a firma dell’assessore Barberini emendamenti sulla tutela della salute nei luoghi di lavoro e sulla prevenzione del MOBBING, previsti sportelli anti-mobbing e varie forme di aiuto ai lavoratori. Aggiunti diversi emendamenti anche al capitolo sul benessere degli ANIMALI DA AFFEZIONE e sulle modalità di gestione di ricoveri animali: anche qui consenso più ampio e voto favorevole anche da Lega e 5 stelle. Il consigliere Solinas (misto-Mdp) ha aggiunto ulteriori emendamenti riguardanti le attività funerarie, con i voti favorevoli della sola maggioranza.

INTERVENTI
Claudio RICCI (Misto-Rp/Ic) “MATERIA COMPLESSA E DELICATA - Si tratta del recepimento normativo rispetto al quadro nazionale e quindi ad un elenco che porterà ad una rosa di candidati su cui la presidenza della Regione dovrà determinare la propria scelta. Del resto chi governa è chiamato giustamente a decidere. Elementi di valutazione, rispetto ai direttori generali,  vanno spostati  soprattutto sul merito, ma gli obiettivi a loro affidati andrebbero determinati ad inizio anno e non nella fase conclusiva, quando andrebbero invece valutati i risultati raggiunti. Bene l’istituzione dell’assistente di studio in materia odontoiatrica. Si tratta di una importante attenzione rispetto ad aspetti programmati ad inizio legislatura. Materia particolarmente complessa è quella funeraria. Questo Testo unico cerca di chiarire molti aspetti attraverso un riordino del quadro normativo. Si tratta di una materia delicata che riguarda sia le famiglie che un significante ‘comparto’ economico. Il Testo unico crea sensibilità per cui le imprese devono operare senza alcuna mediazione ed in luoghi finalizzati per questo tipo di attività. Vengono evitate provvigioni e/o vantaggi nel quadro concorrenziale. Importante è che i Comuni possono prevedere nei Prg ed in strumenti attuativi elementi di innovazione tecnologica, come ad esempio loculi aerati che velocizzano la decomposizione scheletrica. È opportuno un chiarimento sugli impianti crematori. Si tratta in generale di attività complesse e delicate, per questo va prevista una incisiva formazione professionale per tutti gli operatori”.

Maria Grazia CARBONARI (M5S): “TROPPA INGERENZA DELLA POLITICA IN AMBITO SANITARIO – Abbiamo già sollevato una anomalia in Commissione e riguarda il ‘velocissimo’ iter di questo atto. Il motivo è legato alla nomina dei direttori generali. Ho chiesto  il motivo di questa ‘corsa’, e mi fu risposto per un adeguamento ad un decreto legislativo vecchio di due anni. Feci presente in Commissione di una proposta di legge parlamentare promossa dal Movimento 5 Stelle per rivedere alcuni criteri di nomina, chiedendo, pertanto, di prorogare di una settimana il voto su questo atto. Mi fu risposto di no, tant’è che insieme agli altri commissari dell’opposizione abbandonammo la seduta. Oggi si chiede dunque di adeguarci ad un vecchio decreto legislativo, quando nello scorso mese di luglio è stato presentato un disegno di legge parlamentare in proposito da parte di parlamentari del nostro Movimento. Una proposta legislativa che mira a rescindere un rapporto annoso e arcaico tra politica e sanità, prevedendo nuovi criteri di nomina della governance ospedaliera a partire dai direttori generali. Viene quindi ipotizzato l’arrivo di commissari nazionali a cui viene demandata la valutazione e la selezione di tutto il management delle Asl e degli ospedali. Si prevede dunque un elenco nazionale anche per i direttori sanitari, amministrativi e socio-sanitari. Evidentemente la scissione dell’arcaico legame tra sanità e politica non è piaciuta alla Giunta che ha ritenuto  opportuno correre per depositare questa proposta. Da quanto emerso nei tre anni di questa legislatura, l’ingerenza della politica nelle decisioni è fortissima. Così ad un anno e mezzo dalla scadenza della attuale legislatura vengono nominati direttori generali che rimarranno in carica anche qualora la guida di questa Regione dovesse cambiare. Rimarcando quindi la scorrettezza della modalità rispetto all’iter dell’atto, dove non è stato possibile alcun approfondimento, annunciamo il nostro voto contrario”. 

Luca BARBERINI (assessore): “Questo disegno di legge è un bel lavoro, che ha visto coinvolta la nostra comunità nella revisione del testo unico per adeguarlo ad una serie di norme nazionali e per recepire le esigenze emerse dal territorio e per rispondere ai nuovi bisogni di salute. Il ddl inserisce l’ALBO REGIONALE PER DIRETTORE AMMINISTRATIVO E DIRETTORE SANITARIO delle nostre aziende sanitarie. Non modifichiamo la norma sui direttori generali. C’è già una norma nazionale. Noi inseriamo due distinti elenchi per la nomina dei futuri direttori sanitari e amministrativi delle nostre aziende con una valutazione delle competenze degli aspiranti candidati. Inoltre con questo ddl finalmente regoliamo i servizi funerari e cimiteriali, uniformandoli in tutta la regione e garantendo un trattamento omogeneo nei diversi comuni. Lo abbiamo fatto cercando di trovare le giuste risposte alle esigenze tecniche che ci sono state rappresentate. Il ddl prevede anche la regolamentazione della nuova figura professionale dell’assistente degli studi odontoiatrici, avviando un percorso per scrivere il regolamento regionale che dia dignità a questa figura. Una riflessione ulteriore va fatta per i contratti di formazione specialistica aggiuntiva regionale. La mancanza di medici è una criticità. Dei 10mila medici all’anno che escono dall’università circa un migliaio vengono assorbiti con i medici di medicina generale, mentre per gli altri 9mila ci sono solo 6mila posti nelle borse di specializzazione. Questa criticità impatta sui nostri servizi sanitari. E molti vanno all’estero, dilapidando un investimento che la comunità ha sostenuto. Con questo ddl proviamo a dare una piccola risposta, lanciando un messaggio: GLI SPECIALIZZANDI CHE COMPLETANO L’ITER USANDO RISORSE REGIONALI RESTANO INCARDINATI NELLE NOSTRE AZIENDE, CREANDO UN COLLEGAMENTO CON L’UNIVERSITÀ. Se ti formi con risorse degli umbri ti chiediamo di garantire i primi anni di lavori nel sistema sanitario regionale. Abbiamo sempre sostenuto borse di specializzazione aggiuntive negli anni. Siamo passati da 6 borse a 10, vorremmo continuare a farle. Ma così non riusciamo a trovare risposte alla carenza assoluta di medici, soprattutto di urgenza e di anestesia. Servono maggiori risorse. Siamo convinti che il sistema sanitario nazionale deve essere sostenuto con maggiori risorse. Il miliardo in più per il 2019, tra l’altro già previsto, non è sufficiente per rispondere ai nuovi bisogni di salute di una comunità che sta invecchiando sempre più. Il miliardo è già assorbito dalla maggiore spesa per i farmaci innovativi. Inoltre il contratto dei medici va adeguato. Ma solo per l’Umbria impatta per oltre 30milioni. Il fondo nazionale deve essere incrementato per 2miliardi l’anno. Anche perché servono interventi per garantire la sicurezza nei presidi ospedalieri, e per inserire tecnologia adeguata con i tempi. Rispondo alle critiche sui tempi: questo ddl è stato depositato in Assemblea il 2 agosto e tre mesi per discutere non sono pochi. Se abbiamo proposte attese dalla comunità dobbiamo rispondere. Non possiamo certo aspettare leggi in discussione in Parlamento dall’esito incerto”.

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