L'impegno del Pd a far approvare quanto prima in Parlamento i provvedimenti anti-omofobia è stato ribadito stamani dal segretario dei democratici, Pierluigi Bersani, nel suo intervento al congresso nazionale dell'Arcigay, in corso da ieri a Perugia. Bersani si è impegnato anche a ''trovare canali e sedi di confronto e di comunicazione'' tra il suo partito e l'Arcigay (''si doveva aprire un tavolo, che avevo affidato a Catiuscia Marini, ma ora avrà altro da fare'', ha detto Bersani, alludendo al fatto che la Marini è ora candidata del Pd alla presidenza della Regione Umbria).
''Vorrei che il mio partito, e non solo - ha sottolineato Bersani - fosse fondato sull'articolo 3 della Costituzione, perché lì c'è un concetto indivisibile di uguaglianza, che ha un risvolto sociale e sui diritti. Due cose, queste, che viaggiano assieme, sono gemelle. Sono qui per testimoniare questo, sapendo che sono tempi difficili, sia sul versante sociale sia su quello dei diritti civili, con segnali di un pericoloso arretramento culturale, Bisogna reagire sul piano culturale, sul piano politico e su quello legislativo''.
''Ci sono sul tappeto temi nuovi - ha continuato Bersani - come quello della genitoralità. Per esempio, io credo – ha aggiunto il segretario Pd - che nessuno di quei bambini che anche in Italia già vivono con coppie di genitori omosessuali si dovrà mai sentire discriminato''. Secondo Bersani, poi, ''se lo Stato non regola la materia delle coppie di fatto, commette un peccato di omissione'', mentre per i matrimoni gay, il segretario del Pd ha osservato che ''i prossimi pronunciamenti della Corte costituzionale potranno essere l'occasione per discutere con più serenità di questo tema anche in Italia: chi non accetta di confrontarsi deve ricordarsi che il nostro paese comunque è in Europa''.
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