PERUGIA - Nella prima parte del 2008 l'economia umbra ha mostrato segni di indebolimento in tutti i principali settori, anche se non si puo' parlare di crisi: e' quanto emerge dal sondaggio sull'economia dell'Umbria nel primo semestre del 2008 svolto dalla Banca d'Italia tra 160 imprese industriali con piu' di 20 addetti e presentato stamani con una conferenza stampa a Perugia.
Nell'industria manifatturiera, le stime fornite dalle imprese indicano per il 2008 una riduzione complessiva del fatturato a prezzi costanti di circa il 2%, a fronte di previsioni di sviluppo formulate all'inizio dell'anno. La frenata piu' marcata riguarda le imprese di medie dimensioni, con aspettative pessimistiche anche per i prossimi mesi. Queste continuano tuttavia ad essere l'asse portante dell'economia umbra, pur registrando difficolta' che prima non avevano.
Solo nel tessile abbigliamento la crescita sembra proseguire oltre le aspettative, trainata, pero', dalle imprese del lusso, con qualche difficolta' riscontrata nelle altre. Nel settore delle costruzioni, alla perdurante stagnazione delle opere pubbliche si e' aggiunto un progressivo indebolimento della domanda nel comparto residenziale.
In un contesto congiunturale non favorevole, e' proseguita la crescita del numero degli occupati (4,9%), ma e' sensibilmente aumentato il ricorso alla cassa integrazione: il dato relativo agli occupati e' da leggere soprattutto in relazione alla presenza dei lavoratori immigrati provenienti dai Paesi di recente entrati in Europa, che sono ''emersi'' avendo potuto regolarizzare la loro posizione in Italia: si tratta infatti in gran parte di donne, nel settore dei servizi alla persona, oltre che di occupati nei comparti delle costruzioni e dell'agricoltura.
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