Di Ciuenlai - E’ uno di quei paradossi a cui spesso la storia ci mette davanti. La parola socialismo, scomparsa nella culla dove è nata; l’Europa, ricompare e fa proseliti nella terra del suo più acerrimo nemico, Gli Usa. Si proprio nel posto nel quale , ai tempi della guerra fredda,  ai pochi militanti della sinistra veniva dipinta la falce e martello sulla macchina o sul portone di casa come segno di delinquenza per avvisare tutti di stare alla larga da quelle persone.

Ormai la battaglia dei neri e dei progressisti non è solo una questione di razzismo, è una presa di coscienza di un paese fatto di disuguaglianze sociali che vengono ancora più evidenziate a seconda del colore della pelle o della etnia a cui appartieni.  I Sanders e le Cortez  erano, fino a poco tempo fa rarità. Oggi posseggono il consenso di milioni di persone.

Trump li considera pericolosi estremisti. In realtà sono solo dei veri socialdemocratici. Ma il solo fatto che rimettano in pista quella parola, ormai maledetta nel vecchio continente , dove i sedicenti leader della sinistra evitano di pronunciarla come se fosse peste o Covid 19, può ridare speranza a chi ancora crede in una società più giusta ed alternativa al liberismo capitalista. Bisognerà però aggiornarci e passare da “fare come in Urss” a “fare  come in Usa”.

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